La RAI spietata, pretende che anche i ciechi paghino il canone

rai5 luglio – Sembrerebbe una sfida, un’offesa. Qualcosa alla quale si fa quasi fatica a credere. Ma è tutto, tristemente, vero. La Rai, dopo aver messo nel mirino tablet e pc, ci prova anche con i ciechi. Nulla di licenzioso, per carità. Ma è di certo molto triste che la televisione di Stato abbia dimenticato per l’ennesima volta di depennare dalla lista dei contribuenti con “canone speciale” l’Associazione ciechi cristiani di Parma. Per quanto possa sembrare impossibile, infatti, la onlus – che si occupa dell’assistenza degli ipovedenti – si è vista recapitare per il quarto anno consecutivo il bollettino per il canone.

Racconta Il Giornale:

“Abbiamo scritto per ben tre volte che non abbiamo né televisione né radio”, spiegò il presidente Salvatore Malta. Niente da fare. Puntuale ogni anno arriva presso la sede del centro sociale la richiesta dell’Ufficio Abbonamenti di versare il “contributo”. A Parma il mese scorso è stata richiesto il canone speciale per la “Categoria E” – che comprende alberghi, motel e villaggi con una sola tv, circoli, sedi di partito e, per l’appunto, associazioni.

La stangata, magra consolazione, è la metà di quella rivolta a chi ha un ufficio: 203,7 euro anziché 407,35. Ma, evidentemente, l’associazione è esente dal pagamento del canone. “Non ci hanno mai risposto”, si è lamentato Malta che, ormai dal 2010, ogni anno riceve sempre la stessa richiesta con importi che, però, aumentano di volta in volta.

Il caso è approdato anche a Palazzo Chigi con la Lega Nord che ha presentato un’interrogazione al governo contro lo “stalkeraggio del canone”. I firmatari, il deputato Davide Caprini e il senatore Gian Marco centinaio, entrambi in commissione di Vigilanza Rai, hanno tuonato: “Che sia compilato una volta per tutte un registro per tenere traccia di chi non deve pagare, la Rai la smetta di provocare inutili disagi”.

Una richiesta di buon senso che – sottolinea il giornale di Sallusti – risparmierebbe la solita trafila burocratica e una modalità che offende un ente che organizza corsi di Braille e che viene trattato come evasore.

Conclude Il Giornale, con un’evidente vena polemica:

Rovesciando la prospettiva, si può comprendere (ma non giustificare) l’utilizzo di questi espedienti. Nell’ultimo bilancio Rai pubblicato – quello del 2012 -l’unica voce di ricavo con una crescita consistente è stata quella dei canoni speciali, +13,6% a 72,9 milioni. Mettere il piede sull’acceleratore significherebbe recuperare, ancorché parzialmente, quei tagli che la spending review ha imposto. Anche a costo di vessare gli svantaggiati.

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