I mercati hanno perso ogni contatto con la realta’, è colpa delle banche centrali

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mercati26 giu. –  – Non pochi temono che i mercati finanziari stiano perdendo ogni contatto con la realta’, per effetto delle politiche espansive delle banche centrali. E puntuale, con svizzera prudenza, anche un articolo del ‘Neue Zuercher Zeitung’ di questa settimana inizia a preoccuparsene.

Quella delle banche centrali nel migliore dei casi dovrebbe infatti considerarsi una scommessa, per la quale la crescita indotta dalle politiche espansive riadeguera’ poi il livello dell’economia reale ai livelli ora sproporzionati dei mercati finanziari. A sostenerlo ci sarebbe per esempio anche Ben Hunt, capo dell’ufficio rischi di Salents Partners. Ma resta poco chiaro il compiersi di un simile adeguamento e come poi le banche centrali possano uscire dal gioco che hanno nutrito senza guai.

E persino Hunt prevede, secondo il ‘Neue Zuercher Zeitung’, comunque una lenta normalizzazione, accompagnata da una crescita economica limitata e da bassa inflazione. Ma il ‘Neue Zuercher Zeitung’ complica nello svolgersi dell’analisi questo esito gia’ non poco laborioso, spiegando appunto come non siano state solo le politiche monetarie, gli infimi tassi di interesse a gonfiare i mercati azionari e la speculazione

La settimana scorsa a Londra l’Official Monetary and Financial Institutions Forum (Omfif), ha confermato che le banche centrali influenzano i mercati delle divise e quelli azionari attraverso acquisti diretti. L’Omfif non delimita l’ammontare di questi interventi. Tuttavia essi risultano in vari casi assai consistenti. La Banca del Giappone ha quadruplicato gli acquisti dal 2009. E il maggiore portafoglio azionario mondiale resta comunque quello detenuto dalla banca centrale cinese attraverso lo State Administration of Foreign Exchange (Safe), che ammonterebbe addirittura a 160 miliardi di dollari.

Ma vengono citati anche i crescenti investimenti in azioni di banche centrali piu’ familiari: quelle di Svizzera, Italia, Danimarca. Secondo Omfif, circa 400 investitori pubblici come fondi statali, fondi pensioni e banche centrali detengono un ammontare di patrimoni pari al 40% del prodotto lordo globale.

(di Geminello Alvi)  AGI

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