CI SONO I CATTOLICI NEL PD?

cattocomunisti

28 magg – Abbiamo già analizzato la rapida progressione dei cattocomunisti, come dell’abbandono della primordiale cellula di ogni coesistenza umana, ovvero la Famiglia (fondata sul matrimonio tra Uomo e Donna).

Padre Livio, dai microfoni di RADIOMARIA, con il Suo commento alla stampa del 27.05, “richiama” i cattolici eletti nelle fila del PD, ricordandogli che i CATTOLICI (quelli veri, nell’anima e nelle azioni), dicono NO ALL’ABORTO, NO AI MATRIMONI (o unioni, come dir si voglia) GAY, NO ALL’EUTANASIA, NO ALLA ABOLIZIONE DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA eccetera eccetera.

Noi non abbiamo votato PD, come non abbiamo MAI votato le sigle precedenti PCI, Ulivo ecc. Non li abbiamo mai votati perché ci è sempre risultato molto difficile credere alla coerenza di chi si professa cattolico, e milita, o fa parte, o viene eletto, nelle fila di un partito che ha nel proprio DNA, come nei principi e valori, la lotta al Cattolicesimo, come ai valori fondanti e pregnanti il Cattolicesimo. Con questo non vogliamo dire che l’odierno UDC sia da meno, con tal, odierno, europarlamentare Cesa, che tempo fa chiese più soldi di indennità politica per i parlamentari, per permettergli di portare con se le proprie famiglie a Roma, ed evitare così, il doversi recare presso le prostitute.

CATTO

Non vogliamo fare analisi sulla realtà dei giovani e delle famiglie in Italia, con una caduta demografica di segno negativo, con l’aumento dei giovani che emigrano, con i matrimoni ridotti quasi allo zero, con, addirittura, l’abbandono dell’Italia da parti dei c.d. migranti. Certo è che questi dati portano alla, inevitabile, caduta libera dell’intero sistema economico Italiano. Ed in questo non vi è ottimismo che regge. A fronte di dette realtà, poi, cozzano, miseramente, le riforme fatte (?) o quelle preventivate, veri palliativi che, non affrontando il nodo del problema, sono, e saranno, solo un ennesimo “fumo negli occhi” di chi ancora ci crede (in detti politici/anti).

Giusto per essere brevi: federalismo, salvaguardia delle famiglie, riforma pensioni, tetto massimo delle indennità e stipendi statali con limiti a 3 e 5 mila euro al mese, riforma della giustizia, regolamentazione dell’immigrazione, incentivi per il reinvestimento di attività produttive in Italia (anche, e sopratutto, dall’estero), cultura, ricerca, valutazione del patrimonio artistico e, SOPRATUTTO, una vera politica economica con il ritorno ad una VERA SOVRANITA’ MONETARIA, e non essere più schiavi di una Banca d’Italia privata, oggi BCE, da cui “compriamo” il denaro, e lo dobbiamo restituire con altro denaro (che non abbiamo perché non lo possiamo stampare!). In altre parole: DEBITO PUBBLICO!

Queste sono le principali riforme che, se attuate, potranno far ri-vedere la luce a tutti gli Italiani, anche a coloro i quali la pensano diversamente perché o indottrinati, o perché mantenuti e fagocitati da questo sistema politico/economico/bancario/eurocrate.

Quale politico, o partito, vuole fare tutto questo ed altro?

Noi vogliamo questo. Come noi, e forse anche prima di noi, vi sono delle, seppur poche, persone che la pensano come noi. Sicuramente non sono nel PD.

Stefano Flajani



   

 

 

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