Cgia: tasse sugli immobili per 52,3 miliardi, +5, 4% nel 2014

tasse3Venezia, 21 mag. – Sul patrimonio immobiliare italiano (case, uffici, negozi, capannoni, etc.) grava un carico fiscale che nel 2014 raggiungera’ i 52,3 miliardi di euro, con un incremento, rispetto al 2013, del 5,4%, pari a 2,6 miliardi. A stimare le cifre l’Ufficio studi della Cgia, che ha sommato i 9,3 miliardi di euro di gettito legati alla redditivita’ degli immobili (Irpef, Ires, Registro e bollo, cedolare secca, etc.), gli 11,9 miliardi di euro riferiti al trasferimento degli immobili (Iva, imposta di registro/bollo, imposta ipotecaria/catastale, le successioni e le donazioni) e agli oltre 31 miliardi di euro riconducibili al possesso dell’immobile (Imu, imposta di scopo, Tari e Tasi).

Nonostante la Tasi ci costi almeno 4,1 miliardi di euro, l’incremento del carico fiscale complessivo per l’anno in corso si riduce a poco piu’ di 2,6 miliardi a seguito della soppressione della maggiorazione Tares, che ci consente di risparmiare 1 miliardo di euro, e ad un alleggerimento del peso dell’Imu pari a quasi 675 miliardi di euro.

“Fino a qualche anno fa – ricorda il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – l’acquisto di una abitazione o di un immobile strumentale costituiva un investimento. Ora, chi possiede una casa o un capannone sta vivendo un incubo. In primo luogo perche’ la confusione e le difficolta’ legate alle modalita’ di pagamento hanno raggiunto livelli inammissibili, in secondo luogo perche’ tra Imu, Tasi e Tari gli immobili sono sottoposti ad un carico fiscale ormai insopportabile”. (AGI) .



   

 

 

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