Libia nel caos, italiani pronti a rientrare. Gli Usa raddoppiano aerei a Sigonella

sigonella20 mag. – La Libia sprofonda nel caos. Il governo ha chiesto al Parlamento di sospendere i lavori, l’ambasciata d’Italia ha invitato tutti i connazionali a valutare il rientro in patria. Washington segue “minuto per minuto” l’evolversi della situazione “estremente fluida” in Libia. Non solo. Nell’eventualita’ di dover ordinare un’evacuazione d’emergenza degli americani nel Paese ha inviato altri 4 aerei da trasporto militari V-22 Osprey nella base siciliana di Sigonella (a 530 km da Tripoli) dove da mesi ne stazionano altri 4 con 200 marines.

E’ quanto riferisce la Cnn citando fonti del Pentagono. I Bell-Boeing V-22 Osprey (convertiplani, velivoli che decollano come elicotteri e poi effettuano una transizione dei due motori ad elica per volare come aerei con una velocita’ massima di 510 km/h con un’autonomia di 1.650 km) possono trasportare fino 24 passeggeri e possono decollare con un preavviso di 6 ore. In totale la flotta di Osprey con i marines di scorta sara’ in grado di evacuare oltre 200 persone dall’ambasciata Usa a Tripoli.

La squadra dei marines Sigonella e’ stata rafforzata dall’11 settembre del 2012 quando l’ambasciatore in Libia, Chris Stevens venne ucciso insieme ad altri tre americani nel consolato di Bengasi. Il debole governo uscente libico ha ceduto alle richieste del generale Khalifa Haftar, da loro definito “golpista”.

Il premier dimissionario Abdullah al-Thani, ha chiesto al Parlamento di annullare l’elezione del suo successore Ahmed Maiteeq e di procedere a scegliere un’altro candidato per la carica. Il governo ha chiesto allo stesso tempo al General National Congress (Gnc) di sospendere i lavori fino a nuove elezioni dopo aver approvato in settimana il bilancio 2014 e ha convocato elezioni anticipate per il 15 agosto.

L’ambasciata d’Italia a Tripoli ha intanto inviato nel pomeriggio una mail a tutti i connazionali registrati nel Paese in cui si chiede loro di valutare l’eventualita’ di un rientro in Italia alla luce “dell’ulteriore instabilita’ con ripercussioni sulla sicurezza”. L’ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha ricordato con l’Agi che un avvertimento simile e’ gia’ stato diramato almeno altre due volte e che si tratta di un normale procedura precauzionale che e’ normale adottare quando la situazione in un Paese rappresenta ulteriori elementi di tensione. L’ambasciatore ha comunque confermato che i diplomatici italiani non si stanno risparmiando per i nostri connazionali: “Ci sono 1.200 persone, tra italiani e italo-libici: siamo in contatto con tutti e per il momento non registriamo alcuna criticita’”.

Il Paese che, a oltre due anni e mezzo dall’uccisione di Muammar Gheddafi, non trova ancora stabilita‘. Dopo l’assalto al Parlamento di Tripoli di ieri e le violenze a Bengasi (79 vittime), nella notte ci sono stati scontri con 2 morti e una cinquantina di feriti anche alle porte della capitale. “La Libia e’ il Paese da cui proviene il 96 per cento degli sbarchi ha per noi priorita’ assoluta.

L’Italia fara’ la propria parte e affronteremo il problema con i nostri partner europei”, ha assicurato il premier, Matteo Renzi. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha fatto appello alla diplomazia, esortando la comunita’ internazionale a sostenere il rilancio della transizione democratica. E l’Ue, che si e’ detta “gravemente preoccupata”, ha chiesto alle parti che evitino altro spargimento di sangue. Intanto, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito la disponibilita’ dell’Alleanza Atlantica a offrire supporto alle autorita’ per migliorare la sicurezza nel Paese, anche se ha lamentato finora una scarsa cooperazione da parte di Tripoli.

Ieri- dopo l’attacco al Congresso nazionale da parte di due milizie di Zintan, Al Qaaqaa e Sawaaq, schieratesi con l’ex generale, Khalifa Haftar, che il governo filo-islamico considera un golpista- la situazione a Tripoli era calma: scuole e negozi aperti, la vita nelle strade e’ tornata normale. Ma si sono registrati nuovi scontri a Bengasi e sempre in Cirenaica, nella citta’ portuale di Tobruk, una base aerea ha deciso di unire le proprie forze a quelle dell’ex generale che stanno combattendo i miliziani islamici. Lo stesso ha fatto il comandante delle forze speciali, Wanis Bukhamada Intanto, di fronte alla mancanza di sicurezza nel Paese, dove di recente sono stati sequestrati anche vari diplomatici arabi, l’Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti hanno chiuso le loro ambasciate.
Una decisione che segue quella di Algeri che gia’ venerdi’ aveva chiuso la propria ambasciata e il consolato generale, denunciando “una minaccia reale e imminente” contro i suoi diplomatici. Anche due vettori tunisini, Tunisair e Syphax Airlines, hanno sospeso tutti i voli, da e per la Libia. E fronte alla crescente tensione, il prezzo del petrolio e’ volato. (AGI) .



   

 

 

1 Commento per “Libia nel caos, italiani pronti a rientrare. Gli Usa raddoppiano aerei a Sigonella”

  1. Diplomazia in Libia? Ahahahah Mongherini, ma te sei su questa terra o vivi su Venere?

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