UE contro gli sprechi: via la «data di scadenza» da alcuni alimenti

spreco18 magg – Secondo la UE ed altri esperti (ma lo chiede anche Greenpeace) si potrebbe ridurre lo spreco di cibo eliminando la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro…» dalle confezioni di pasta, riso, tè, caffè, formaggio duro. Difatti secondo non si sa bene quali calcoli, ogni famiglia italiana, in un anno, spenderebbe mediamente 515 euro in alimenti che poi non consumerà mai.

Il tabloid tedesco Bild dice che diversi stati membri (in prima fila ci sono Olanda e Svezia) starebbero spingendo per ampliare l’elenco dei prodotti alimentari il cui termine minimo di conservazione non dev’essere specificato in base al diritto comunitario. In concreto: la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro» potrebbe presto sparire dalle confezioni di pasta, riso, tè, caffè, formaggio duro.

Per gli esperti (di cui non vengono dichiarati nè i nomi, nè il livello di esperienza, né dove e come l’abbiano fatta) si tratta di un passo sensato per ridurre gli sprechi visto che spesso i cibi vengono buttati via a causa dell’insicurezza dei consumatori che, rispettando con precisione il tempo di scadenza indicato sull’etichetta e – allarmati da possibili conseguenze sulla salute – buttano il cibo, anche quando il termine minimo di conservazione potrebbe essere prolungato di alcuni mesi nel caso di riso, pasta secca, conserve.



   

 

 

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