Strage Santhia’: nipote fermato per omicidio e rapina “era sotto effetto di cocaina”

manavella17 mag. – Lorenzo Manavella e’ accusato di omicidio pluriaggravato e rapina aggravata. Lo rende noto la Procura della Repubblica di Vercelli. Dopo essere stato interrogato dai magistrati di Vercelli, il 24enne che ieri ha ucciso i nonni e la zia a Santhia’ e’ ora in attesa della convalida del fermo da parte del gip.

Il giovane si era consegnato spontaneamente ieri sera alla polizia ferroviaria della stazione di Venezia. Quando ha ucciso i suoi nonni e la zia, Lorenzo Manavella era sotto l’effetto di droghe. Lo rivela una nota della Procura della Repubblica di Vercelli, che spiega che il giovane, interrogato questa mattina, ha ammesso le proprie responsabilita’.

“Le indagini – conclude la nota – proseguono per meglio comprendere la dinamica del delitto e le ragioni dell’impulso omicida, ricollegabile all’utilizzo di sostanze ad azione stupefacente”, anche se gli amici, interrogati dai carabinieri, hanno raccontato di aver fumato con lui solo uno spinello la notte della strage.
I sospetti su di lui erano forti, alla fine Lorenzo Manavella, 24 anni, il ragazzo di Santhia’ (Vercelli) dove sono stati massacrati i suoi nonni e la zia, ha confessato ai poliziotti di Venezia di essere l’autore dei delitti. Il giovane si era infatti costituito in serata alla Polfer di Venezia dopo un lungo viaggio in treno dal Piemonte. La strage era stata scoperta poche ore prima, di lui, campione di pallavolo, si erano perse le tracce. Quando si e’ presentato agli agenti Lorenzo Manavella aveva ancora gli abiti sporchi di sangue.
Dopo qualche domanda dei poliziotti, il ragazzo e’ crollato.
Ora si indaga sulle ragioni che lo hanno portato a uccidere tre persone con cui, dicono i parenti, aveva avuto sempre ottimi rapporti. agi



   

 

 

1 Commento per “Strage Santhia’: nipote fermato per omicidio e rapina “era sotto effetto di cocaina””

  1. Non avevo dubbi che sarebbe saltato fuori che l’omicida avesse agito sotto l’effetto della droga, o dell’alcool o di qualsiasi altra cosa che permetta di spostarsi verso il “colposo”. Penso che qui in Italia è da un pezzo che si ammazza ma la colpa non è mai dell’assassino.

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