Il papa apre: sacramenti per tutti, “non si negano neanche ai marziani”

Papa Francesco

Papa Francesco

13 mag. – “Se domani venisse una spedizione di marziani, per esempio, e alcuni di loro venissero da noi, ecco… marziani, no? Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini … E uno dicesse: ‘Ma, io voglio il Battesimo!’. Cosa accadrebbe?”.

Papa Francesco ha fatto questo esempio paradossale per ricordare la “crisi interna” vissuta dalla Chiesa antica quando si pose il problema di battezzare i gentili, cioe’ persone che chiedevano di diventare cristiani senza essere stati ebrei e circoncisi.
Come e’ noto passo’ – con non poche difficolta’ e opposizioni – la linea di San Paolo che apriva anche a loro, ma, ha spiegato il Pontefice nella sua omelia di oggi a Santa Marta, davanti ad una situazione nuova e’ comprensibile un certo smarrimento.
“Era una cosa che non si poteva pensare quella”.

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“Lo Spirito – ha spiegato Francesco nella sua omelia, secondo quanto riportato dalla Radio Vaticana – soffia dove vuole, ma una della tentazioni piu’ ricorrenti di chi ha fede e’ di sbarrargli la strada e di pilotarlo in una direzione piuttosto che un’altra”. Si tratta, ha osservato, di “Una tentazione non estranea nemmeno agli albori della Chiesa, come dimostra l’esperienza che vive Simon Pietro nel brano degli Atti degli Apostoli proposto dalla liturgia di oggi: una comunita’ di pagani accoglie l’annuncio del Vangelo e Pietro e’ testimone oculare della discesa dello Spirito Santo su di loro, ma prima esita ad avere contatti con cio’ che aveva sempre ritenuto ‘impuro’ e poi subisce dure critiche dai cristiani di Gerusalemme, scandalizzati dal fatto che il loro capo avesse mangiato con dei ‘non circoncisi’ e li avesse persino battezzati”.

San Pietro, ha ricordato il Papa, “comprende l’errore quando una visione gli illumina una verita’ fondamentale: cio’ che e’ stato purificato da Dio non puo’ essere chiamato ‘profano’ da nessuno. E nel narrare questi fatti alla folla che lo critica, l’Apostolo rasserena tutti con questa affermazione: ‘Se dunque Dio ha dato loro lo stesso dono che ha dato a noi, per avere creduto nel Signore Gesu’ Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?'”.

Sulla stessa linea vuole porsi ora Francesco che – dopo aver fatto diffondere un questionario all’intera Chiesa Cattolica – ha chiesto ai vescovi di esprimersi nei prossimi due Sinodi sul problema dell’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati e di un diverso approccio pastorale alle coppie di fatto. “Quando il Signore ci fa vedere la strada, chi siamo noi per dire: ‘No Signore, non e’ prudente! No, facciamo cosi”?”, si e’ chiesto. “Pietro in quella prima diocesi – ha concluso – prende questa decisione: ‘Chi sono io per porre impedimenti?’. Una bella parola per i vescovi, per i sacerdoti e anche per i cristiani. Ma chi siamo noi per chiudere porte?”.
(AGI) .



   

 

 

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