Ennesimo naufragio: affonda barcone a 100 miglia da Lampedusa, 14 vittime

barcone12 magg – Un barcone è naufragato a circa 100 miglia da Lampedusa, in acque libiche. Le vittime accertate sono 14, mentre 240 migranti sarebbero stati tratti in salvo nell’ennesimo naufragio al largo della Libia. A bordo del barcone circa 400 migranti. Sul posto diverse motovedette della Capitaneria di porto, mercantili e aerei.

Fonti della Marina militare sottolineano all’Adnkronos che ”le operazioni di soccorso sono ancora in pieno svolgimento” e che ”è presumibile che il numero dei morti accertati possa salire ulteriormente”. Nel soccorso sono intervenute anche alcune navi mercantili, oltre alla fregata Grecale e il pattugliatore Sirio della Marina militare, due motovedette della Capitaneria di Porto e una della Guardia di finanza. ”Sono in corso le azioni di assistenza agli oltre 200 naufraghi e sono al momento stati recuperati 14 cadaveri, numero non ancora definitivo”, sottolinea una nota della Marina militare. Il personale medico delle navi Sirio e Grecale sta fornendo assistenza medica ai naufraghi.

“Presumo che le vittime del naufragio verranno portate nell’agrigentino, tra le coste di Lampedusa e di Porto Empedocle. Se dovesse essere confermato, la Procura aprirà un’inchiesta “atti relativi” al naufragio”, ha anticipato all’Adnkronos il Procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale.

Il commissario europeo agli Affari interni, Cecilia Malmstroem, si è detta “profondamente sconvolta per la nuova tragedia” avvenuta in mare. E, dopo aver ringraziato le autorità italiane “per gli enormi sforzi” fatti con l’operazione Mare Nostrum, ha annunciato che chiederà ”una discussione formale al prossimo Consiglio affari interni su come i Paesi membri intendono contribuire concretamente ad affrontare le sfide migratorie e dell’asilo nel Mediterraneo”.

ALFANO: EUROPA NON CI STA AIUTANDO A SOCCORRERLI – “Ci sono tanti morti vicino alla Libia, le nostre navi sono lì a recuperare i morti e a soccorrere i vivi, l’Europa non ci sta aiutando a soccorrere queste persone, si faccia carico di accogliere i vivi” ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “L’Italia non può diventare la prigione dei rifugiati politici – ha scandito – A quelli che in Italia ogni giorno ci attaccano perché facciamo il soccorso ed evitiamo i morti noi chiediamo di fronte a questi altri morti di passarsi una mano sulla coscienza”.

Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha ribadito che la priorità dell’Italia ”è salvare vite umane”, ma il problema dell’immigrazione nel Mediterraneo ”deve essere affrontato dall’Unione europea e i miei colleghi lo sanno”.

Sull’ennesima tragedia dell’immigrazione è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Anche oggi dobbiamo fare i conti con un tragico bilancio. Questo è un tema decisivo per l’Italia, ci attendiamo un segnale forte, serve subito un salto di qualità complessivo rispetto a un’emergenza che non può riguardare solo l’Italia”, ha rimarcato il ministro della Giustizia. “Voglio ricordare – ha affermato Orlando – la gravità dei tragici eventi che si verificano nel Mediterraneo e lungo le coste meridionali dell’Italia e dell’Europa, ove giungono quotidianamente centinaia di uomini, donne e bambini che rischiano la propria vita affidandosi a criminali senza scrupoli”.



   

 

 

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