Expo2015, Antonio Di Pietro: “Serve una nuova Mani Pulite”

dipietro8 mag. – “Gli arresti di oggi in merito alla vicenda dell’Expo confermano quanto ho sempre affermato: come prima e piu’ di prima Tangentopoli imperversa e percio’ e’ necessario che torni una nuova ‘Mani pulite'”. Lo dichiara all’Agi Antonio Di Pietro commentando gli arresti eseguiti dalla guardia di finanza di Milano e dagli uomini della Dia, su disposizione della Procura di Milano, nell’ambito di un’inchiesta per episodi di turbativa d’asta e corruzione legati all’Expo e che hanno fatto scattare le manette per sette persone, tra le quali Primo Greganti e Angelo Paris, manager di Infrastrutture Lombarde.

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“Il potere politico”, continua Di Pietro, “non ha avuto ne’ il coraggio ne’ la determinazione di allontanare dalle istituzioni personaggi il cui comportamento criminale era gia’ stato dimostrato con sentenze definitive. Il fatto che, ancora oggi, personaggi come Primo Greganti e tanti altri ancora, gia’ noti alle cronache giudiziarie per le vicende della Prima Repubblica, siano coinvolti con nuove accuse di aver violato la legge, ci fa comprendere che c’erano e ci sono ancora dei complici che non potevano non sapere e che, quindi, non hanno potuto dire di no”.

Per l’ex Pm, dunque, “e’ un bene che, una volta per tutte, la magistratura smascheri definitivamente costoro. Mi auguro che, sin dalle prossime ore, la Camera dei deputati dia l’esempio, si decida ad autorizzare l’arresto del parlamentare del Pd, Genovese, e prenda una posizione chiara di dissociazione nei confronti di coloro che hanno o hanno avuto problemi con la giustizia.

Inoltre il Parlamento dovrebbe votare immediatamente in favore di una legge che reintroduca tutte quelle norme che sono fondamentali per combattere la corruzione e la nuova Tangentopoli che si profila all’orizzonte e che, invece, destra e sinistra hanno finora furbescamente abolito. Mi riferisco, ad esempio, alla reintroduzione del reato di falso in bilancio e, soprattutto, al reato piu’ importante commesso ai tempi di Tangentopoli, quello di concussione per induzione”. (AGI) .



   

 

 

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