Prostituta crocifissa, Giuttari: sottoposta a indicibili sevizie, non escludo nulla

cristina
7 magg – Una prostituta sottoposta a indicibili sevizie, uccisa e crocifissa nuda in un viottolo di campagna, sotto un cavalcavia, a ridosso di un cimitero, nella località di Ugnano, alle porte di Firenze. Nella stessa zona dove l’anno scorso fu trovata e per fortuna salvata un’altra prostituta. Anche lei nuda e con i polsi legati a una transenna. Ci sono tutti gli elementi per pensare all’operato di un criminale non comune. A qualcosa di inquietante. Come conferma Michele Giuttari, il commissario della vicenda del mostro di Firenze, il cui lavoro fu determinante per giungere alla individuazione dei “compagni di merende” e all’ipotesi dei “mandanti”. L’investigatore diventato affermato scrittore dopo aver lasciato la polizia.
Le modalità con le quali è stata uccisa Andrea Cristina Zamfir potrebbero far pensare a un maniaco sessuale. Magari all’operato di un serial killer, cosa ne pensa?
“Non è da escludere. E a tal proposito andrebbe rispolverato il caso dell’anno precedente. Quello dell’altra ragazza trovata nuda e crocifissa a marzo del 2013 e fortunatamente salvata dalla morte. Questo per verificare se ci sono analogie con quest’ultimo caso della 26enne romena. Se così fosse si potrebbe pensare all’ipotesi di un assassino seriale. Un assassino che ha colpito di nuovo e magari, solo per una casualità, non ha ucciso in precedenza”.
E se ci fossero coincidenze tali da far pensare appunto a un assassino seriale?
“Allora questa persona potrebbe reiterare il reato. E farlo con sempre maggior frequenza. Se guardiamo le statistiche, soprattutto americane, sui serial killer infatti, vediamo che gli omicidi si verificano con sempre maggior frequenza col passare del tempo. Ovvero, man mano che si va avanti, l’assassino uccide a intervalli sempre più brevi. Evidentemente la bramosia di uccidere cresce e aumenta, in un certo senso, la professionalità nell’esecuzione”.
Ma secondo lei è probabile l’ipotesi presa in considerazione?
“La zona dei fatti criminosi è la stessa, le modalità esecutive sostanzialmente sono le stesse. Almeno stando a quanto si legge sulla stampa. Quindi l’ipotesi non è peregrina”.
Se gli indizi andassero in questa direzione saremmo di fronte a un individuo pericoloso?
“Sì, e bisognerà fare di tutto per catturarlo. Altrimenti agirà ancora”.
Nel suo ultimo thriller “Il cuore oscuro di Firenze”, di cui è uscita da poco l’edizione inglese, lei descrive la realtà inquietante di certa Toscana e in particolare del suo capoluogo.
“Sì, nei miei libri, come avviene del resto in quasi tutti i libri, cerco di mettere in evidenza aspetti della società a volte non lontani dalla realtà. In questo romanzo in particolare metto in evidenza i due volti di questa meravigliosa città. Da una parte il volto bellissimo che fa innamorare i turisti di tutto il mondo. Dall’altra l’anima nera. Che quando emerge lo fa con reati molto inquietanti e particolari”.
Come nel caso del mostro di Firenze e come in questo caso della donna nuda e crocifissa? C’è da pensare a un rito esoterico o qualcosa del genere?
“C’è sicuramente qualche elemento che porta a ritenerlo. La vicinanza del cimitero, la crocifissione. Sarà una coincidenza ma in una indagine le coincidenze vanno prese con molta cautela. Certo, bisogna analizzare i fatti nella loro pienezza per capire cosa si è verificato veramente. Per non farsi fuorviare. Del resto ogni delitto, mutuando un termine scientifico, ha un proprio Dna, qualcosa di specifico e di diverso dagli altri. La mia posizione da investigatore che ha diretto la squadra mobile di Firenze per tanti anni è tuttavia una: nulla va trascurato”.
Quindi lei non esclude nemmeno che ci sia di mezzo qualche setta satanica?
“Quando si parla di sette sataniche le persone normali reagiscono con diffidenza, cercano di non credere in quel che si dice, ma purtroppo quella realtà esiste. L’unico studio italiano, fatto dal ministero dell’Interno negli anni ’90, ha individuato e catalogato tantissime sette e in modo particolare proprio in Umbria e Toscana. Quindi è un fenomeno reale e non va sottovalutato. Per altro, se andiamo a scorrere la rassegna stampa locale, vediamo che frequentemente vengono fatti danni nei cimiteri e compiuti furti di ostie consacrate, come avvenuto qualche settimana fa”.
Se così fosse quale sarebbe la prima osservazione che le verrebbe in mente?
“In questo caso penserei subito all’operato di più persone. Se così fosse, se ci fosse una spiegazione esoterica in questi delitti, penserei cioè che non ha agito un individuo isolato. E nel caso in questione del resto è difficile pensare all’operato di una sola persona. Anzi, se consideriamo le modalità esecutive, sembra impossibile. La vittima è stata legata, torturata, infine uccisa. C’è voluto tempo. Sicuramente è ipotizzabile la presenza di almeno un’altra persona, che magari ha fatto da palo. Tutte cose da considerare perché, come già dicevo, in questi casi non si può scartare nulla”.
Intervista tiscali

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