Caso Aldrovandi, Napolitano scrive alla Moretti: ‘Vicenda indegna’

moretti

 

1 magg – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a Patrizia Moretti – madre di Federico Aldrovandi – UN messaggio in cui afferma di condividere “pienamente le posizioni prese dal Ministro dell’Interno e dal Presidente del Consiglio per quella che quest’ultimo ha definito “un’indegna vicenda”. E comprendo – ha detto ancora il Capo dello Stato – quanto dolore essa le abbia procurato. Sono anche certo che la gran parte delle forze di polizia comprenda quanto sia stato fuorviante quel comportamento.”.

“Grazie Signor Presidente – ha risposto Moretti – sono onorata e felice di leggere le sue parole che, alla fine di questa intensa giornata, mi accendono davvero la speranza in un futuro migliore per i nostri figli”

“Non credo di aver disonorato la polizia facendo un’operazione di verità”. Il segretario del Sap Gianni Tonelli replica a tutte le critiche ricevute per gli applausi di ieri agli agenti condannati per la morte di Aldrovandi e aggiunge: “non mi dimetto. Rispetto il dolore della madre e sono dispiaciuto per quello che è accaduto”.

Patrizia Moretti è stata anche ricevuta al Viminale dal ministro dell’Interno Alfano e dal capo della Polizia Alessandro Pansa.

Patrizia Moretti ha incontrato anche il presidente della Camera “Siamo tutti scioccati per quanto accaduto, siamo costernati, e contenti per la tua battaglia di civiltà” ha detto il presidente della Camera Laura Boldrini.

Il ministro Alfano ha revocato l’incontro con il Sap. ”Ho revocato l’appuntamento che avevo dato al Sindacato autonomo di polizia per martedì al Viminale” dopo gli applausi: “Un gesto gravissimo e inaccettabile – ha aggiunto il ministro – ancor più grave perchè compiuto da uomini che con la loro divisa rappresentano lo Stato e non possono disconoscere il senso di una sentenza passata in giudicato”.

Ma il sindacato ribatte: “Le cause della morte di Aldrovandi sono ben altre. Non è il fermo di polizia la causa e i colleghi li ho applauditi, sì. Non mi nascondo dietro un dito. Considero i colleghi condannati per errore giudiziario e cerchiamo una revisione del processo”, ha detto il segretario del Sap, Gianni Tonelli.



   

 

 

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