Laura difende la scorta alla figlia: “Non è un privilegio, è una prigione”

13 APR – Laura Boldrini non ci sta ad essere messa sotto accusa per gli agenti che seguono a vista la figlia. La scorta, per lei, non è un privilegio. Anzi, è una prigione. In una intervista a Repubblica si dice offesa delle tante polemiche che ha suscitato la notizia di un casting per la scelta delle guardie del corpo rivelato dall’Espresso.

scorta

“Questa polemica è offensiva”, tuona, “non si sa se più per la polizia o per me e la mia famiglia. Non è un privilegio avere la scorta, è un enorme sacrificio e una fortissima limitazione della libertà, farci dell’ironia sopra è inaccettabile. L’esigenza nasce da una serie di messaggi agghiaccianti, dall’acido in faccia ad esplicite minacce di morte”.
E sui poliziotti carini, giustificati dall’Espresso per non dare troppo nell’occhio, risponde piccata: “Ma come può venire in mente una cosa del genere? È un chiaro tentativo di delegittimare la mia persona e il rischio stesso. È una polemica montata ad arte che mette ancora di più in pericolo me e la mia famiglia”. E infine lo sfogo: “Dopo un anno di vita sotto scorta posso dire che mi sento in libertà vigilata. Altro che privilegio”. LIBEROQUOTIDIANO.IT



   

 

 

1 Commento per “Laura difende la scorta alla figlia: “Non è un privilegio, è una prigione””

  1. Con tutti i clandestini che sono arrivati, Sig.ra boldrini, anche noi donne vogliamo la scorta, per andare in giro libere e non avere la paura di essere stuprate da un clandestino!!! Sig.ra, come al solito cade in un bassezza unica!!!

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