Serbi: qui la Nato non la vogliamo, regaleremo terre alla Russia

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5 apr – La Russia di Vladimir Putin non manca di ammiratori. A cominciare dai serbi, che in maggioranza – e a dispetto dell’avvicinamento di Belgrado all’Ue – per il Cremlino stravedono. Una predilezione che va di pari passo con l’irriducibile avversione per la Nato: responsabile dei bombardamenti sulla Serbia della primavera 1999, durante la guerra del Kosovo, dei quali in questi giorni si ricorda il 15/o anniversario in un clima di dolore e rinnovato risentimento.

Anche i serbi del Montenegro (il 30% della popolazione di appena 620 mila abitanti) non nascondono la loro predilezione per Putin e la ‘Grande Madre Russia’. Fino al punto che gli abitanti di numerose localita’ del nord del piccolo Paese balcanico, a ridosso del confine serbo, si sono detti disposti a offrire gratuitamente le loro terre e proprieta’ a Mosca per la costruzione di basi militari russe. Un modo questo, hanno riferito i media locali, per contestare apertamente il governo di Podgorica e la sua aspirazione a portare il Montenegro nella Nato, oltre che nell’Unione europea. “Qualcosa di molto forte e importante ci unisce alla Russia.

Ci rivolgeremo all’ambasciata russa, ci rivolgeremo direttamente a Mosca per dire che noi non vogliamo qui la Nato, ma vogliamo la Russia, poiche’ i russi sono nostri fratelli“, ha detto David Lalic, uno dei piu’ ferventi paladini di Vladimir Putin nella repubblica adriatica dell’ex Jugoslavia. “La Russia da sempre e’ la nostra madre – ha insistito – e il mio villaggio dopo la seconda Guerra mondiale fu ribattezzato Piccola Mosca dal momento che i suoi abitanti avevano combattuto ed erano morti per la Russia, da sempre nostra grande protettrice. Per questo sono pronto a donare le mie proprieta’ a Vladimir Putin e ai fratelli russi affinche’ costruiscano una base militare. In tal modo ci difenderanno dalla Nato, la cui strategia si basa sullo schiavizzare tutti coloro che rifiutano l’ubbidienza all’America”.

A mettere a disposizione le terre per ipotetiche basi russe si dicono pronti in tanti, nei villaggi abitati da serbi nella regione Vasojevici, nel nord del Montenegro. “E’ ridicolo e vergognoso che il Montenegro sia a favore delle sanzioni alla Russia che, a differenza della Nato, è da secoli un nostro amico fedele. Il sole ci ha sempre riscaldato dalla Russia e non dall’Occidente. Le mie proprietà sono a disposizione di Mosca”, ha proclamato fra gli altri Zeljko Jovovic, a sua volta ‘putiniano’ convinto. Lo storico legame con Mosca sta mettendo intanto in imbarazzo anche il governo di Belgrado che, pur avendo avviato in gennaio il negoziato di adesione all’Ue, ha ripetuto a più riprese di non voler rovinare le relazioni privilegiate con Mosca a causa della crisi ucraina e delle sanzioni occidentali contro Putin. “La Serbia è sulla strada dell’integrazione europea, ma vuole mantenere rapporti amichevoli anche con la Russia”, ha avvertito il premier in pectore Aleksandar Vucic. Mentre contro la Nato resta stabilmente schierato non meno del 70% dei serbi, memori delle bombe che portarono morte e distruzione 15 anni fa. (ANSAmed).



   

 

 

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