INCHIESTA CHOC: Traffico internazionale di virus, Ilaria Capua indagata

CAPUA

3 APR – Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e traffico illecito di virus. Queste le pesanti accuse per le quali risulterebbe indagata anche Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, attualmente deputato di Scelta Civica e fino all’elezione responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie con sede a Legnaro.

A darne notizia il settimanale “L’Espresso” nel numero in edicola venerdì dove rivela l’esistenza di un’inchiesta choc dei carabinieri del Nas e della procura di Roma su un traffico internazionale di virus. Il risultato degli accertamenti del Nas avrebbe portato il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, a ipotizzare reati gravissimi. La Capua e alcuni funzionari dell’Izs sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati, assieme a tre manager di un’azienda farmaceutica. Anche il marito della Capua, ex manager di un’azienda attiva nella produzione veterinaria, risulterebbe indagato insieme ad altre 38 persone.

RISCHI DI EPIDEMIA. “Virus dell’aviaria spediti dall’estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini – scrive l’Epresso sul proprio sito web anticipando la notizia – Con il rischio di diffondere l’epidemia. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: c’è un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie. In un caso, gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell’influenza tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager. E l’indagine ricostruisce i retroscena sullo sfruttamento dell’allarme per l’aviaria nel nostro Paese, che nel 2005 spinse il governo Berlusconi ad acquistare farmaci per 50 milioni di euro, rimasti inutilizzati”.

CAPUA RESPINGE LE ACCUSE. Sempre secondo quanto riportato dal settimane, “alcuni dei manager al telefono si vantano dei metodi usati per trasferire i virus clandestinamente in tutto il mondo: dalla Francia al Brasile, nascondendoli in pacchi anonimi o tra gli abiti delle valigie. Secondo gli investigatori del Nas, anche la Capua e l’Istituto Zooprofilattico sono coinvolti nel traffico illegale: la scienziata sarebbe stata pagata per fornire agenti patogeni. In una conversazione registrata è la stessa virologa a farne esplicito riferimento, sostenendo di aver ceduto ceppi virali in favore di un veterinario americano”. Contattata da “l’Espresso”, Ilaria Capua respinge però tutte le accuse: spiega “di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente”.

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