Business dell’immigrazione, truffa da 3 milioni di euro

cie28 mar – GORIZIA – Anche la viceprefetto vicario di Gorizia, Sandra G. Allegretto, è stata rinviata a giudizio per falso nell’inchiesta sulle fatture gonfiate nella gestione del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Rinviato a giudizio il ragioniere capo della Prefettura, Telesio Colafati, mentre ben 11 componenti del consorzio Connecting People di Trapani, che gestisce le due strutture, sono imputati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato. La prima udienza è stata fissata per il 2 luglio prossimo.

Si è chiusa con queste 13 richieste di rinvio a giudizio l’inchiesta giudiziaria sugli appalti. Gli altri imputati sono Giuseppe Scozzari presidente del Cda della Connecting people, Ettore Orazio Micalizzi vice presidente, Vittorio Isoldi (ex generale dell’Esercito e n. 2 della missione italiana in Libano) che è il direttore, Giovanni Scardina direttore del Cie, Gloria Savoia direttrice del Cara (Centro che ospita i richiedenti asilo politico), Mauro Maurino componente del Cda e Giuseppe Vito Accardo sindaco supplente.

Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per 4 dipendenti del Consorzio con le stesse imputazioni dei vertici: la Procura contesta loro di aver ottenuto somme ben più alte di quelle dovute sulla gestione degli immigrati. Nelle fatture presentate alla Prefettura sarebbe stato indicato un numero maggiore di ospiti e sono anche accusati di non aver fornito agli extracomunitari alcuni servizi che erano invece previsti e pagati come carte telefoniche, pacchetti di sigarette e pure circa 90mila bottiglie d’acqua.

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