«Non fu razzismo», punita squadra di immigrati: avversari accusati per coprire un illecito

Avevano accusato gli avversari per coprire un illecito. Erano stati premiati in Comune. Adesso sono stati squalificati

casablanca22 mar – FORLÌ – Si è chiusa con la vittoria morale del Club Juventinità di Forlimpopoli la querelle nata sui campi del calcio amatoriale forlivese dove la squadra composta da immigrati marocchini del Casablanca aveva denunciato gli avversari per insulti e offese razziste. Una vicenda che ha tenuto banco a lungo, con il Casablanca (che prima aveva detto di volersi ritirare dal torneo, scelta che aveva fatto sospendere alla Uisp l’intero campionato, poi ci aveva ripensato per «non darla vinta ai razzisti») premiato in Comune dal sindaco di Forlì Roberto Balzani con la massima onoreficenza cittadina e la furiosa protesta del Club Juventinità, che in una lunga lettera dell’allenatore Gabriele Severi al sindaco Balzani aveva rigettato le accuse di razzismo, spiegando che il caso era montato per coprire un illecito sportivo del Casablanca. Il club di Forlimpopoli si era poi rifiutato di scendere in campo nel weekend successivo seguito, per solidarietà, da altre tre squadre del campionato Uisp.

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L’ILLECITO – Dopo la riunione straordinaria di martedì, indetta dalla Uisp forlivese per porre rimedio al caos che si era creato e chiusa con l’invito a tutte le squadre «a scendere in campo contro il razzismo, con il giusto spirito e una ritrovata unità di intenti e valori», è arrivata la stangata del Giudice Sportivo al Casablanca. Il Club Juventinità infatti aveva presentato un immediato ricorso avendo notato che il Casablanca aveva schierato sotto altro nome un giocatore che risultava squalificato: da qui le accuse dei romagnoli di «farsa», in quanto le accuse di razzismo erano diventate pubbliche non il lunedì, giorno successivo alla partita, ma il giovedì, giorno seguente all’ufficialità del reclamo della squadra di Forlimpopoli. E la Commissione Uisp in prima istanza, dopo gli accertamenti del caso, ha riconosciuto l’illecito sportivo, condannando il Casablanca per «violazione del principio di lealtà».

LA STANGATA – La punizione nei confronti del Casablanca è stata durissima: partita contro il Club Juventinità (che sul campo i ragazzi marocchini avevano vinto 3-0) persa 0-3 a tavolino, 100 euro di multa – praticamente il massimo per gli amatori – e 5 punti di penalità in classifica. Quanto ai singoli, sono stati squalificati per due anni Amine Eniabli, ovvero il giocatore squalificato che ha regolarmente giocato la partita, per un anno Monir Zaaratti, cioè il giocatore il cui cartellino è stato usato per «coprire» lo squalificato, e per due anni e mezzo Abderrahim Raouf, il dirigente addetto agli arbitri. Il Casablanca, si legge inoltre nel comunicato della Commissione, pur sapendo del ricorso non ha presentato controricorso o preannuncio a discolpa di quanto contestato. Si chiude così nel peggiore dei modi una vicenda dove in tanti hanno sbagliato, in particolare quelli che hanno accusato fin dal primo minuto senza conoscere la realtà dei fatti, che ora le sanzioni Uisp hanno fatto emergere in modo chiaro.

corriere.it



   

 

 

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