“Carne di maiale nella pasta al forno”, immigrati rompono finestre al Cie di Bari

maiale20 mar – Per un paio d’ore una cinquantina di ospiti del Cie, il centro di identificazione ed espulsione di Bari, ha protestato nel pomeriggio all’ora della somministrazione dei pasti lamentandone la scarsa qualità. I manifestanti hanno rotto qualche finestra e scardinato una porta.

Secondo quanto si è appreso, il gruppo ha protestato fuori dai settori assegnati sottolineando in particolare che confezioni di cibo a loro date erano scadute, anche da cinque giorni, e che porzioni di pasta al forno contenessero carne di maiale, per molti di loro immangiabile per motivi religiose. L’azienda che fornisce il catering ha poi provveduto alla sostituzione delle pietanze contestate.

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3 Commenti per ““Carne di maiale nella pasta al forno”, immigrati rompono finestre al Cie di Bari”

  1. Ah, questi qui la fame non sanno neanche cosa significa. Se realmente avessero fame, mangerebbero (come dicevano i miei nonni) anche il pane duro…
    A bari si dice che quando non hai da mangiare perchè non hai soldi, l’unica cosa che ti nutre è pane e cipolla!!! Queste persone, andrebbero rimesse in mare e spediti a calci nel CULO!!!

  2. Le porzioni di cibo scadute vengano subito date agli italiani, tanto loro le mangiano (“O mangiano sta minestra o saltano da sta finestra” vecchio proverbio). Così abbiamo un’altra dimostrazione di razzismo nei confronti degli italiani. Se gli altri non vogliono il maiale se ne tornino a casa loro.

  3. Questi vengono qui sapendo ke possono permettersi tutto quello ke vogliono,se avevano veramente fame mangiavano pure la m…a e siccome sanno di essere tutelati dai politici (specie quelli sinistrati) si permettono il lusso di dire :no,questo nn mi piace. Se vogliamo rispedirli a casa bisogna prima cacciare la classe dirigente ke ci governa(burattini dell’Europa) cominciando a votare NO EURO,così facendo le regole a casa nostra le dettiamo noi e no l’Europa e poi fuori dai coglioni chi è clandestino,chi delinque,chi sta in carcere sconti la pena al suo paese e qui a mai + rivederci,chi chiede asilo o afferma di essere profugo,tempo un mese si accerta se è vero e se nn lo è a casa subito,stile Australia.L’Italia è nostra e la dobbiamo difendere dallo straniero come è già successo in passato,NO GLOBALIZZAZIONE TRUFFA_NO EURO_NO EUROPA_NO GOVERNO MONDIALE VOLUTO DA MULTINAZIONALI E BANCHE

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