Lazio: Calci, sputi, pernacchie e tessere in faccia all’assemblea del PD

Calci, sputi e accuse di simulazione: l’assemblea Pd si trasforma in una corrida

pd17 mar – Un pomeriggio di ordinaria follia nel Partito democratico nel Lazio.

Sabato a Roma è andata in scena l’assemblea regionale del Partito democratico. Si doveva eleggere il segretario regionale del Pd del Lazio, ma gli animi si sono surriscaldati ed è successo di tutto, secondo quel che racconta il Corriere della Sera in un articolo a firma di Fabrizio Roncone:

I protagonisti sono tutti personaggi minori, locali: ma se provate a non farvi condizionare dai loro cognomi sconosciuti, ciò che è accaduto vi apparirà assai grave, ed emblematico. Sabato pomeriggio, centro congressi della Cgil, molti invitati eccellenti (il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Ignazio Marino, più altri parlamentari di rango: Stefano Fassina, Enrico Gasbarra, David Sassoli). La rissa esplode quando — proclamato segretario Fabio Melilli — la maggioranza del partito decide di eleggere presidente non Lorenza Bonaccorsi, renziana sconfitta da Melilli alle primarie, ma Liliana Mannocchi, nemmeno delegata però fedelissima di Marco Di Stefano, un deputato che nel Lazio controlla un mucchio di voti.

E’ in questo momento che la situazione inizia a degenerare:

Calci e sputi (letteralmente). Due tessere centrano Melilli sul viso. Pernacchie, fischi, urla. Massimiliano Dolce, un delegato arrivato da Palestrina, crolla a terra, colpito da un principio di crisi epilettica. Sirene di ambulanze, fotografi scatenati. E piccolo, gustoso retroscena politico: la cortesia a Marco Di Stefano sarebbe stato un gentile omaggio organizzato dal potente Goffredo Bettini che, in vista di una sua candidatura alla elezioni europee, già tesse alleanze.

I protagonisti dei minuti di tensione però, va sottolineato, negano tutto e non ci stanno:

«È una ignobile falsità!». Sarà. «Io non conosco neppure fisicamente certe persone! La verità è che se si affermassero certe mie idee, finirebbe la giostra dei patti tra cordate che purtroppo… ». Proprio lei, il potente Bettini che parla di cordate? «Basta! Mi creda: questa storia del “potente” Bettini sta diventando un alibi per chi non vuole o non sa dirigere. Da anni, ormai, chi gestisce il partito mi tiene ai margini».

Oggi però spunta un video, esclusivo del Messaggero, che lascia qualche dubbio sulla violenza subita da Dolce, la cui caduta pare parecchio eccessiva rispetto al colpo ricevuto.

Ovviamente resta l’ipotesi che il politico abbia avuto un malore, ma certo non è la spinta a causare il ricovero successivo.

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