Gran Bretagna: donna data per morta, ma era ancora viva

mortas11 mar – Lo chiamano dall’ospedale: “La tua compagna è morta”. Lui arriva e scopre che è viva

La notizia arriva glaciale e tremenda. L’ospedale St James di Leeds, in Inghilterra, chiama John Harrison per comunicargli che la sua compagna da oltre 30 anni, Ann Saville, malata di cancro e ricoverata nella struttura, è morta.

Quando l’uomo arriva scopre che Ann è ancora viva, respira ancora. Harrison racconta: “Lei era ancora calda e ho sentito che c’era il battito. Ho detto alle infermiere: “E’ ancora viva!” E mi hanno risposto:. “Non è così, è una reazione involontaria”. Solo dopo un’ora i medici sono arrivati nella camera della donna e si sono accorti dell’errore commesso nel decretarne la morte. Come scrive il Daily Mail, questo è solo l’ultimo di una lunga serie di errori medici che hanno riempito le pagine dei tabloid inglesi negli ultimi mesi.

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L’errore commesso a Leeds è clamoroso. La donna era in ospedale per alcuni cicli di chemio, e aveva chiamato quel giorno stesso il suo compagno per dirgli che tutto procedeva secondo programma: “Tra 5 giorni mi dimettono”. Poi alle 5 e mezza della notte seguente, la chiamata che sconvolge Harrison. “Mi ha chiamato un’infermiera. Mi ha detto che Ann era stata trovata accasciata sul letto. Ha detto che non respirava, non c’era polso, e non c’erano segni vitali. Questo è ciò che ha detto l’infermiera”. Harrison aggiunge: “Mi anche detto di non saltare in macchina per correre qui, perché non c’è niente che si potesse più fare”.

John Harrison quella mattina arriva in ospedale per salutate per l’ultima volta la donna della sua vita. “Le infermiere mi hanno fatto entrare e mi hanno detto: “Non farci caso se sembra stia respirando, si tratta di una reazione involontaria. Lei è morta“. Ma quando ho preso la sua mano tra le mie ho capito subito che era ancora viva”. I medici hanno provato a giustificarsi, dicendo che la donna era morta e che non si spiegavano come fosse possiile quanto accaduto. Harrison è furibondo: “Se non fossi stato lì, sono sicuro che lei sarebbe morta, e questa volta per davvero. Ho detto ad uno dei medici: “Stavate per portarla all’obitorio e metterla in frigo, non è vero?”.

I medici gli hanno poi assicurato che le condizioni della donna erano talmente gravi che non sarebbe sopravvissuta per altre 72 ore. Ma sono passate due settimane, e la donna è ancora viva, con danni al cervello evidenti: “I suoi occhi sono aperti, ma non ha nessuna reazione quando la gente entra nella stanza” ha concluso l’uomo. Che vuole giustizia

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