Siria: suore liberate in cambio di 150 scarcerazioni “Trattate bene”

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Dove sono le croci?

10 mar. – Le 13 suore ortodosse del convento di Maalula, tenute in ostaggio da oltre tre mesi da ribelli siriani e liberate domenica alla frontiera siro-libanese, sono tornate nella capitale siriana. Le monache, prelevate il 2 dicembre scorso dal convento greco-ortodosso di Santa Tecla durante un assedio dei ribelli al villaggio a maggioranza cristiana situato a nord di Damasco, sono state liberate come frutto di uno scambio di 150 prigioniere. Il rilascio delle 13 suore e di tre loro assistenti è avvenuto infatti dopo lunghi negoziati come contropartita della liberazione di circa 150 detenute siriane nelle carceri di Damasco.

Dopo la liberazione, le donne sono state portate in Libano e poi in Siria: dopo un viaggio di 9 ore, sono giunte a Damasco.

Le suore hanno ringraziato esplicitamente i miliziani qaedisti della Jabhat an Nusra per come sono state trattate durante le settimane di prigionia. In dichiarazioni rilasciate ieri notte in diretta tv a diversi media vicini al regime siriano al valico frontaliero tra Siria e Libano di Jdeidet Yabus, la madre superiore Pelagia Assaf ha assicurato che gli uomini della Nusra “ci hanno trattato bene, non ci hanno fatto mancare nulla” e ha smentito la voce che i milziani qaedisti abbiano rimosso le croci dai loro abiti.



   

 

 

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