Pd: un indagato sarà il candidato presidente in Abruzzo

Scoppia il caso nel Pd: un indagato sarà il candidato presidente in Abruzzo

Luciano_DAlfonso

10 mar – Per il posto di Presidente della Regione Abruzzo il candidato del Pd è Luciano D’Alfonso.

Ma sono già scoppiate le polemiche, e probabilmente dovrà intervenire e prendere una decisione il segretario del partito Democratico, Matteo Renzi.

Luciano D’Alfonso intanto fa il pieno alle primarie per il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali, ottenendo il 76,2% delle preferenze.

E’ La Stampa a spiegare, con dovizia di particolari, perché a molti la candidatura di D’Alfonso non appare come la più adatta:

Sei anni dopo e senza aspettare il processo d’Appello, l’ex sindaco di Pescara, arrestato per mazzette e assolto in primo grado, ritenendo di essere stato a lungo in panchina, ha deciso di scendere in campo di nuovo, e il suo partito, il Pd di Matteo Renzi, ha approvato la sua candidatura. All’orizzonte, insomma, mentre non si è ancora spenta la polemica sui 4 sottosegretari e viceministri Pd indagati, si prospetta un bis del caso-Barracciu, la candidata alle regionali sarde costretta al ritiro all’ultimo momento.

I malumori sono iniziati all’interno dello stesso Pd.

Nello stesso Pd abruzzese non tutti hanno condiviso questa scelta. Lo stesso presidente del Consiglio Renzi avrebbe voluto che si candidasse alla presidenza della Regione la senatrice Stefania Pezzopane (ex presidente della Provincia dell’Aquila e assessore comunale), ma la campagna elettorale di D’Alfonso, iniziata da un paio d’anni, ha visto schierarsi al suo fianco il «partito abruzzese che conta».

Insomma, per l’ex sindaco di Pescara si preannunciano settimane ad alta tensione.

D’Alfonso dovrà adesso vedersela con il candidato dei 5 Stelle e un’opinione pubblica che mal digerisce che un sindaco possa avere in regalo da un imprenditore che vince un appalto comunale per i parcheggi a pagamento (poi revocato), «voli, innumerevoli e costosi per decine di migliaia di euro che i Toto hanno offerto a D’Alfonso e ai suoi famigliari. E le vacanze diverse e costose con pagamento di viaggio, vitto e alloggio». Da Mauritius a Londra, dalla Svizzera a Malta, aVenezia e Santiago de Compostela

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