Clinica degli orrori, pm: bollettino di guerra con morti e 150 feriti

BREGA-MASSONE

Milano, 10 mar. – Un'”arma bianca che ferisce 150 persone con dei morti”, un “bollettino di guerra”. E’ questa la drammatica definizione del reparto di chirurgia toracica guidato da Pier Paolo Brega Massone usata dal pm Tiziana Siciliano nel processo – bis sulla clinica Santa Rita, tristemente nota come ‘clinica degli orrori’.

Alla sbarra ci sono oltre a Brega anche i suoi due ex collaboratori Fabio Presicci e Marco Pansera, accusati di omicidio, lesione e truffa per i presunti interventi inutili effettuati al solo fine di ottenere rimborsi gonfiati dal servizio sanitario.

Scarcerato Brega Massone, l’ex primario della “clinica degli orrori”

Duranta la requisitoria, che verra’ proseguita nelle prossime udienze dal pm Grazia Pradella, la rappresentante dell’accusa ha cercato di spiegare la genesi di quanto accaduto nella struttura ospedaliere. “Questa e’ la vera grande domanda – ha detto il pm – come sia stato possibile un sistema che non ha avuto antagonisti ne’ esterni ne’ interni”.

E la risposta per il pm sta nell’incontro tra Brega e il notaio Francesco Pipitone, l’ex patron della clinica deceduto nel 2010, “il piu’ catastrofico incontro di megalomanie che la mente umana avrebbe potuto concepire”. “Sono incastri della vita – ha proseguito – forse se queste due megalomanie non si fossero incontrate avremmo avuto molta sofferenza in meno. Un incontro tragico in cui la megalomania del giovane medico sopravvanzava di gran lunga quella di Pipitone“.

Sempre cercando di scandagliare le ragioni alla base di quanto accaduto, Siciliano ha spiegato che “le Asl non hanno modo di controllare assolutamente nulla perche’ hanno davanti solo codici” e “la regione si limitava ad azionare un campanello d’allarme quando c’era discrasia tra i codici”. “Il controllo – dice il pm – e’ affidato ai Noc creati nel 2007 la cui operativita’ ha avuto un inizio faticoso ma ma che adesso sono efficienti”. agi



   

 

 

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