Roma affonda ma i 23 avvocati del Comune percepiscono 6 mln e 600mila euro

marino1 mar – Ce lo racconta il monitore romano:

Alcuni dati sono utili a chiarire le proporzioni della tragedia economica che vivono le finanze di Roma Capitale. Il bilancio del 2013 conta 864 milioni di euro di perdita, mentre il disavanzo strutturale della città è pari a 1,2 miliardi. Il Campidoglio, inoltre, finanzia 62 mila buste paga, tra cui 37 mila sono relative alle 26 municipalizzate.

Nel 2012 il Campidoglio ha pagato oltre 6 milioni e 600 mila euro ai 23 avvocati alle dipendenze del Comune. E non si tratta di politici, nè di nominati dalla politica.

L’avvocato Magnanelli, ad esempio, percepisce ben 321 mila euro. Angela Raimondo, invece, si ferma a 311 mila. Oltre agli stipendi, gli avvocati del Comune hanno diritto ad un bonus che va dai 160 mila ai 200 mila euro e ad una congrua percentuale sugli onorari per le cause vinte.

L’impasse si aggrava ancora di più nel settore della Cultura. Due esempi su tutti: la mancata nomina di un sovrintendente e il rischio chiusura del MACRO per la mancanza di programmazione. A questo aggiungiamo i 4 milioni e 600 milioni di euro spesi in consulenze dall’amministrazione comunale.

Sul dl approvato Marino ha anche messo in chiaro che “Roma non riceve con questo provvedimento neanche un euro di tasse degli italiani, sono soldi che erano stati messi nella cassa del commissario del governo, dei cittadini romani che hanno pagato le loro tasse e che erano stati trasferiti al governo nel 2008”. “Io chiedo – ha spiegato – che quei soldi delle tasse, dei sacrifici dei romani e delle romane tornino a Roma, che si possa amministrare nell’interesse dei cittadini e delle cittadine romane”.

Parlando dei conti della città, il sindaco ha poi lamentato che “a Roma nell’ultimo mezzo secolo si sono spesi soldi che non c’erano. Io ho detto che non si possono spendere soldi che non ci sono”. “Un malcostume andato avanti per decenni e io ho detto basta – ha scandito – Non si possono buttare i soldi dei contribuenti, non si possono spendere soldi che non ci sono”.

“Io non le alzo le tasse ai cittadini che già hanno subito il danno di trovarsi un disavanzo di soldi buttati dall’amministrazione precedente – ha quindi rimarcato – Io mi rimbocco le maniche”.



   

 

 

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