Tribunale Napoli: La sedia è rotta e il giudice cade, 139mila euro di risarcimento

giudice28 FEBBR – Per colpa di una sedia rotta il Ministero della giustizia dovrà sborsare 139mila euro a titolo di risarcimento danni all’ex giudice di Napoli Francesco Schettino. Come racconta il Corriere della Sera, il Tribunale amministrativo regionale della Campania, infatti, ha accolto il ricorso dell’ex magistrato partenopeo che chiedeva il riconoscimento del danno provocato da un infortunio sul lavoro.

L’episodio in questione risale al 23 marzo 2007 quando Schettino era in servizio alla quarta sezione civile del Tribunale di Napoli. Mentre era impegnato in camera di consiglio nel nuovo palazzo di giustizia, la sedia su cui era seduto si schiantò e il magistrato finì rovinosamente a terra dolorante. Dopo un’assenza di circa tre mesi per curarsi, ritornò in servizio con un’invalidità del 30% accertata dall’Inail. Dopo le formali richieste e le procedere burocratiche, anche il Ministero della Giustizia nel 2009 riconobbe al giudice una patologia per causa di servizio per “Esiti di trauma distorsivo del rachide lombare produttivo di ernia discale con impegno radicolare e rigidità del tratto dorso-lombare”.

Escluso il danno esistenziale – Nel 2010 il giudice va in pensione e studia tutta la documentazione fino a che nel 2012 decide di fare ricorso al Tar per avere un risarcimento di circa 200mila euro tra danno biologico, danno esistenziale e decurtazioni di stipendio subite nei periodi di assenza dal servizio per malattia. Il Tar della Campania infine questo mese decide che il giudice ha ragione e stabilisce la somma di 139mila euro escludendo solo il danno esistenziale. fanpage

 



   

 

 

4 Commenti per “Tribunale Napoli: La sedia è rotta e il giudice cade, 139mila euro di risarcimento”

  1. E qui uhmmmmmmmmmmm ci dobbiamo credere? Mah!!!

  2. Cazzo se lo tamponavano ci volevano tutti i soldi del Vaticano!!

  3. Le patologie croniche involutive alla prima occasione se le fanno risarcire per danni acuti accidentali da lavoro. Non c’è che dire. Alla larga dalla ”Giustizia”. Il cancro sociale nasce nelle istituzioni per aggredire e divorare il popolo. Il giudice , da buon napoletano sapeva che al falegname che l’aveva costruita non avrebbe potuto spillare nemmeno un euro così specula nel suo ambiente il risarcimento truffaldino ai danni del Ministero omonimo. Che gran figlie’ndrocchie come dicono a Napoli. Se ci fosse caduto sopra un teste, la sedia, l’avrebbero addebitata sul conto delle sue spese in causa!!. Se così fosse, il giudice ha pensato bene come andare in pensione con qualche euro in più.Soldi degli italiani, in fondo, e fottere il popolo è stato sempre il loro mestiere. Viva l’Italia.

  4. Antonio Attanasio

    Primo: cadere da una sedia che si rompe può produrre tante cose, ma non un trauma distorsivo del rachide lombare”. Secondo: un “trauma distorsivo del rachide lombare” non può essere “produttivo di ernia discale”. Ergo: se l’ernia discale è stata effettivamente accertata (“se”, a questo punto), si trattava di un’ernia discale pre-esistente. Conclusione: se questi sono i giudici che abbiamo (compresi quelli che hanno tollerato un simile comportamento di un collega senza censurarlo), si salvi chi può!

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -