Protesta degli immigrati: chiusura dei Cie e cittadinanza per i nati in Italia

cieBologna, 28 febbr- Il primo marzo del 2010 in diverse città italiane si scioperava contro la legge Bossi-Fini. Questo sabato una nuova manifestazione, la “protesta dei migranti”, partirà da Piazza dell’Unità arriverà in Piazza Maggiore, per chiedere la chiusura dei CIE (centri di identificazione ed espulsione) e la cittadinanza ai figli dei migranti nati e cresciuti in Italia. “La nostra Europa non ha confini! Our Europe is without borders! si scrive sulla fanpage del TPO invitando i cittadini ad essere presenti all’appuntamento delle 15, sabato 1 marzo. Con loro anche Cobas, Labas Occupato e “coordinamento migranti”.

LEGA: NON POSSIAMO PERMETTERCI IL COSTO SOCIALE DELL’IMMIGRAZIONE. Il consigliere regionale e responsabile immigrazione della Lega Nord Manes Bernardini contro la manifestazione del primo marzo, data in cui i migranti chiederanno l’introduzione dello ius soli e lo stop alla Bossi Fini. “La lobby degli immigrati è libera di protestare ma la politica deve fare i conti con i numeri. E dai numeri emerge che, solo nella sanità, in tre anni, gli emiliano romagnoli hanno speso 60 milioni di euro per assistenza agli stranieri, in epoca di tagli e di accorpamenti. Non sono costi che ci possiamo permettere”.

“L’introduzione dello ius soli e l’abolizione della Bossi Fini sarebbero un errore anche per gli stessi immigrati, che si lasciano illudere da un Bengodi che non esiste. Qui il lavoro manca anche per i ‘nostri’, non c’è spazio per nuovi ingressi. Per questo la cittadinanza facile è sbagliata nei fondamentali, è un grande inganno inventato da chi vuole speculare sul voto degli immigrati e marciare ideologicamente sulla loro pelle”.

.bolognatoday.it



   

 

 

1 Commento per “Protesta degli immigrati: chiusura dei Cie e cittadinanza per i nati in Italia”

  1. Ma tu pensa questi qui, vengono illegalmente sul NOSTRO SUOLO, LA NOSTRA TERRA, e vengono a dettar legge? Su quello che dobbiamo fare?
    Cose da matti!!! Allucinante, ma lo volete capire che questo non è un Paese dove c’è lavoro? Il lavoro nun ce ne sta più, tornatevene a casa vostra E NON SCASSATE LE ……OOOOOO

Commenti chiusi

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