Matteo Renzi: enfant prodige-sindaco-premier-supercazzola

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DI DOMENICO ROSA

21 febbr – Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze, parlava con lo Spirito Santo, il suo ‘discepolo’ e successore Matteo Renzi più prosaicamente parla con l’ingegnere. Quel Carlo de Benedetti che ha dato il via libera al governo presieduto dall’enfant prodige.

Archiviata la fase della rottamazione l’ex primo cittadino ha imbracciato l’arma della realpolitik e come un novello Cavour è brillato per freddezza, lucidità, ambizione. Lo statista piemontese riuscì a far annettere al piccolo Regno di Sardegna uno a uno tutti gli stati italiani mettendo nel sacco Napoleone III, i Borboni e i Lorena. Il nostro invece ha prima superato il maestro Pistelli (Lapo punto e a capo), poi logorato Bersani e infine dato scacco matto al povero Letta, consolato dalla telefonata del Santo Padre.

Partito dalla presidenza della provincia Renzi dopo 5 anni è passato alla guida della città di Firenze, utilizzata come vero e proprio trampolino di lancio per le sue mire romane. Strada spianata grazie alla vittoria delle primarie per la segreteria. Un ruolo, quello di segretario, che stando alle sue dichiarazioni avrebbe tranquillamente evitato. “Io segretario? Non sono la persona adatta”, così rispondeva ai cronisti nell’aprile 2013. Nel mese di maggio ribadisce: “Non mi candido alla segreteria Pd”. Passa il tempo e arriviamo a gennaio 2014, quando l’ex rottamatore, dopo aver sbaragliato i concorrenti alle primarie di dicembre, è diventato leader indiscusso del partito democratico. Ascoltiamolo: “Dicono che voglio fare le scarpe a Letta, non è vero mi ricandido a sindaco”. Insomma se Berlusconi è Pinocchio, Matteo da Rignano è Collodi.

Sembrava che dovesse sfasciare tutto e ricostruire da capo la vecchia casa della sinistra moderata. Spedire la vecchia retorica da prima repubblica (il politichese) in soffitta e i vecchi tromboni da decenni sulla scena politica ai giardini. In realtà la casa è sempre la stessa, abitata da qualche inquilino/a in più e rimbiancata alla meno peggio. Sul carro alla fine sono saliti tutti: bersaniani, dalemiani, tanti esuli democristiani. Fassino (sindaco di Torino), De Luca (sindaco di Salerno), Emiliano (sindaco di Bari). Addirittura per Dario Franceschini, quello che l’allora rottamatore definì vicedisastro ai tempi della segreteria Veltroni, si profila un incarico di governo. Si sa ‘partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri’.

L’unica rottamazione riuscita a Renzi è quella della Storia. Nel suo libro ‘Stil Novo’ infatti il ragazzo col quid ambientò la battaglia di Gavinana del 1530 tra Francesco Ferrucci e Fabrizio Maramaldo non nella montagna pistoiese, dove realmente avvenne, ma in un quartiere di Firenze. Chissà se in cuor suo Letta ha rivolto al rivale fiorentino le stesse parole dello sconfitto Ferrucci: “Vile tu uccidi un uomo morto”.

Mettendo da parte la finta rottamazione ciò che rimarrà indelebile nella memoria dei fiorentini sono le trovate mediatiche dell’enfant prodige, in questo un vero cavallo di razza. All’epoca smosse il mondo nella ricerca della Battaglia di Anghiari, affresco di Leonardo, ‘nascosto’ sotto la Battaglia di Scannagallo dell’allievo Vasari nel salone dei Cinquecento. L’allora sindaco montò una campagna senza precedenti che coinvolse addirittura il National Geographic. Dopo la raccolta di fondi e di viaggi promozionali in buisness class negli Stati Uniti del celebre dipinto non si parlò più.

Ma ancor più esilarante, quasi ai livelli dell’elezione on-line del presidente del mondo di Casaleggio, la proposta di Renzi di completare la facciata della Basilica di San Lorenzo dopo cinquecento anni dall’ultimo intervento. “Il patrimonio storico e artistico materiale e immateriale della città usati come una potentissima arma di distrazione di massa”. Parole condivisibili dello storico dell’arte Tomaso Montanari.

Ormai avendolo visto per cinque anni all’opera a Firenze non ci stupiremmo se tra qualche mese con l’inflazione, lo spred e la disoccupazione dilaganti il premier vorrà riportare il Colosseo al vecchio splendore.



   

 

 

1 Commento per “Matteo Renzi: enfant prodige-sindaco-premier-supercazzola”

  1. La cosa piu’ esilarante dirrenzi a Firenze … e’stata l’erbetta in Piazza Duomo…. mentre annunciava la sua pedonalizzazione…. erbetta che mando’ in delirio i fiorentini ormai piacionizzati !!! un saluto Elisabetta di Firenze …..

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