Libero il Rom coinvolto nell’omicidio del vigile milanese Niccolò Savarino

LIBERO IL ROM COINVOLTO NELL’OMICIDIO DEL VIGILE MILANESE NICCOLO’ SAVARINO. NEL NOSTRO PAESE UCCIDERE UN AGENTE NON E’ REATO!

savarino

18 febbr – “Mentre a Ferrara si manifestava per umiliare e distruggere le famiglie di quattro poliziotti che hanno pagato anche con il carcere le proprie colpe, saldando ampiamente il proprio debito con la giustizia, tornava felicemente in libertà il nomade serbo Milos Stizanin, condannato a due anni e mezzo per avere aiutato il giovane rom che travolse e uccise a bordo di un SUV il vigile urbano Niccolò Savarino a Milano”.

(Milano, Ridotta la pena al rom che uccise il vigile: non era scolarizzato,
Vigile ucciso, pena ridotta per il rom: “La famiglia lo aveva abituato ai reati”, ndr)

Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la notizia della revoca degli arresti domiciliari disposta dal giudice del tribunale di Milano. “Nessuno – prosegue Maccari – scende in piazza per il povero Savarino, ucciso a soli 42 anni mentre svolgeva un normale servizio di controllo. Nessun coro di indignazione per la concessione delle attenuanti generiche al suo assassino, Remi Nikolic, che i giudici hanno riconosciuto sulla base del “contesto di vita famigliare nel quale è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento”.

Nel nostro assurdo Paese, se un delinquente cresce tra i delinquenti merita indulgenza, sia da parte della magistratura che da parte di determinata stampa e di una certa politica, mentre un Poliziotto che commette un errore dopo aver sempre onorato la divisa e compiuto il proprio dovere, merita la morte professionale e civile.

Nel nostro assurdo Paese, uccidere un Agente in divisa quasi non è reato: niente carcere per l’assassino, nessun risarcimento per il dolore dei familiari, nessuna manifestazione in ricordo di una persona perbene strappata da un criminale all’affetto dei suoi cari e la cui morte sembra non meritare giustizia”.

Franco Maccari
Segretario Generale del COISP

Vedi l’articolo di Milano/Repubblica

 



   

 

 

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