Immigrati, Kyenge: rivedere l’impostazione dei Cie

kyenge19 feb 2014 – Rivedere l’impostazione dei Cie, sottolinea il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge a Torino dopo che il Consiglio comunale ha approvato ieri una mozione per la chiusura della struttura torinese di Corso Brunelleschi. Si tratta di strutture, spiega il ministro a margine della presentazione del suo libro ”Ho sognato una strada”, che sono cambiate rispetto alla loro istituzione.

La legge Turco-Napolitano prevedeva per loro aspetti molto amministrativi, per consentire l’identificazione delle persone in un tempo ridotto di 30 giorni, ma qui stiamo parlando della detenzione delle persone. Rivedere questo, ha osservato il ministro, ”significa rivedere anche tutto l’impianto della identificazione delle persone ma soprattutto la tipologia delle persone che sono all’interno. Non e’ un tema che riguarda il mio ministero – ha aggiunto – ma e’ un tema su cui posso collaborare con un contributo in termini di proposte”. asca



   

 

 

3 Commenti per “Immigrati, Kyenge: rivedere l’impostazione dei Cie”

  1. MA TE NE VAI O NO?? lo vuoi capire che sei fuori..

  2. Signora Signora, la chiamo così per non insultarla….se il Cie fosse detenzione per chi è arrivato clandestinamente, i signorotti non andrebbero in giro a bere (e la maggior parte di loro è musulmano, quindi vietato) non andrebbe in giro a massacrare gente (Kabobo) (e l’altro che non conosco il nome che ha ucciso una donna a Torre a Mare – Bari-)….
    La smetta di dire cazzate, perchè dalla sua bocca escono soltanto queste….cazzate!

  3. Cara signora, le persone le possiamo identificare solo se hanno i documenti. Ma questi non hanno un bel fico secco. Perché secondo lei? Semplice, non hanno i requisiti per rimanere nel nostro territorio. Ecco perché si definiscono clandestini. Ed ecco perché esiste il reato di clandestinità. Quando sono arrivati i siriani, tutti sono stati identificati senza problemi.

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