La Coca Cola si ribella alla furia ideologica della lobby gay

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31 genn – Nel tritatutto ideologico delle lobby omosessualiste finisce anche lo sponsor ufficiale dei giochi di Sochi, la Coca Cola. Il colosso delle bollicine ha lanciato sui social network una campagna promozionale di sostegno agli atleti che permetteva di mandare una lattina virtuale personalizzata ad un amico: l’utente poteva scriverci sopra un nome e spedirla via web. Peccato però che il programma non permettesse di digitare la parola gay.

Poco importa che la multinazionale abbia deciso tale giusta censura non tanto per motivi di ordine morale quanto per rispetto della legge russa sul divieto di propaganda omosessuale. Sta di fatto che il provvedimento della Coca Cola ha mandato su tutte le furie i movimenti per i (pseudo) diritti degli omosessuali, i quali hanno immediatamente fatto leva sullo straordinario, e scandaloso, appoggio dei mass media per innescare la solita campagna isterica inneggiante alla difesa dei diritti umani. Coloro i quali avevano scritto la parola gay avevano infatti visto comparire la scritta: “Oops, facciamo finta che non l’hai digitata”.

A seguito di tanto clamore e di altrettante pressioni la multinazionale forse più famosa del mondo ha deciso di non piegarsi ai diktat dei pervertiti, preferendo il ritiro dell’intera campagna promozionale piuttosto che subire l’imposizione del cambio di programma.

La violenza e l’intolleranza dei movimenti omosessualisti, il cui obiettivo non è semplicemente la presunta difesa di taluni diritti ma l’imposizione politica, culturale e sociale del vizio contro natura, è ormai talmente palese che risulta difficile non accorgersene, anche per le anime più moderate e tolleranti. La furia ideologica delle lobby gay (e delle Istituzioni sovranazionali europeiste e mondiali) contro la Russia di Vladimir Putin, colpevole di costituire un inaspettato ostacolo alla diffusione planetaria del programma di distruzione morale, sociale e materiale dell’umanità intera, fa profondamente riflettere. (A. D. M)

corrispondenzaromana



   

 

 

2 Commenti per “La Coca Cola si ribella alla furia ideologica della lobby gay”

  1. maria taurisano

    Almeno uno ha avuto il coraggio di ribellarsi alle lobby gay. E’ ora di formare delle lobby etero sennó ci obbligheranno a essere tutti come loro. Abbiamo fin troppo sottovalutato il problema! Sono pochi ma vogliono dettare legge.

  2. Buon giorno
    Sono piacevolmente stupito dal fatto che abbia il coraggio, che io non ho, di esprimere così chiaramente la sua, che poi è anche la mia, opinione sopratutto su di un’articolo pubblico, riguardo l’omosessualità. Io sono PADRE di tre figli, felicemente e orgogliosamente sposato da 24 anni con una DONNA, MADRE dei miei figli, e mi sento attaccato e sminuito nel mio ruolo di padre in quanto mi vengono sempre più imposti dictat su cultura, educazione, cerimonie, termini e mille altre cose riguardo la famiglia e il suo modo naturale di essere. D’ora in poi la seguirò ancora con interesse, in quanto cominciavo a sentirmi solo nelle mie convinzioni.

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