Famiglia sfrattata vive in auto da mesi: il figlio non va a scuola, si vergogna

auto31 genn – I gelidi giorni “della merla” si avvicinano inesorabili, per una famiglia rimasta senza casa e senza reddito. S.B. (43 anni), il compagno A.D., guardia giurata rimasta senza lavoro, ed il figlio sedicenne hanno per dimora un’utilitaria Kia.

Vi si sono “trasferiti”, dopo aver trascorso l’estate e parte dell’autunno, pernottando tra le dune della spiaggia. L’utilitaria, acquistata quando ancora nulla lasciava presagire il disastro economico, è il solo bene del quale essi dispongano.

«Siamo stremati e pieni di acciacchi» dichiara la donna, malata d’asma. Dovrei riposare sdraiata a letto – dice – ma i sedili non lo consentono. Con mio figlio ed il mio compagno, ora che è freddo, non possiamo far altro che rannicchiarci e cercare di dormire. Quasi tutte le sere scegliamo di appartarci in un luogo diverso. Migriamo da un quartiere all’altro perché temiamo che qualche balordo possa prenderci di mira».

I tre sfrattati sono assistiti dalla Caritas che offre loro cibo e un minimo d’assistenza. Dal Comune, invece, percepiscono 388 euro e 31 centesimi al mese: cifra sicuramente inferiore rispetto al minimo necessario per il sostentamento. Per l’igiene quotidiana, la famiglia si serve dei bagni del Pronto soccorso.

Di tanto in tanto qualche amico consente loro l’uso della doccia. «Anche il sindaco Giuseppe Casson – prosegue la donna – ammette che la nostra è una condizione di vita inaccettabile. Si è informato; ce l’ha messa tutta. Alla fine, però, gli è stato riferito che non ci sono case. Eppure ci accontenteremmo di un tugurio. Qualsiasi genere di tetto sarebbe meglio della Kia.

Nostro figlio ha smesso di frequentare la scuola perché prova vergogna. Siamo disperati – conclude – perché pare proprio che non ci sia speranza. Né casa e tantomeno lavoro per mio marito il quale, dopo aver a lungo prestato servizio come guardia giurata, si è sentito dire che la crisi ha falcidiato il numero delle aziende che si rivolgevano alle agenzie di vigilanza». gazzettino



   

 

 

1 Commento per “Famiglia sfrattata vive in auto da mesi: il figlio non va a scuola, si vergogna”

  1. Però i comuni si prodigano subito per cercare case ai nomadi e immigrati.
    Per l’Italiano non ci sarà mai nulla, bisfrattati sul nostro territorio, emarginati sul nostro territorio!!! Siamo davvero al culmine!!!

Commenti chiusi

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