Immigrato paragona i Cie alla Shoah “quell’epoca è finita. Ma tutto si ripete”

cie30 genn – Continua la protesta al Cie di Ponte Galeria, alle porte di Roma. Tredici immigrati, tutti con la bocca cucita, sono al sesto giorno di sciopero della fame e della sete. “Non riescono più ad alzarsi dal letto o ad andare in bagno”, ha raccontato un migrante intervistato da Rai News 24, che stamane è entrata con le telecamere nella struttura inquadrando i tredici, visibilmente deboli, sdraiati sui letti.

MIGRANTE: “ALFANO E LETTA SI METTANO UNA MANO SULLA COSCIENZA”. “Il ministro dell’Interno e il presidente Letta si mettano la mano sulla coscienza e guardino questi ragazzi – ha aggiunto -. Questi 13 ragazzi non hanno commesso nessun reato. Si ricorda il giorno della memoria della Shoah e grazie a Dio quell’epoca è finita. Ma tutto si ripete. Questi ragazzi non hanno commesso reati. Hanno appena visto terra, hanno appena messo piede giù dalla barca e sono stati portati via. Hanno fatto quattro o cinque mesi di galera senza mai aver commesso alcun reato, sono già stati in tre centri. Cosa succede se se qualcuno di questi ragazzi ci lascia la pelle qui? Qualcuno si prenda la responsabilità della situazione”.

DIRETTORE CIE: “ATTENDONO RISPOSTE”. “Attendono risposte sul loro destino”, spiega il direttore del Cie, Vincenzo Lutrelli. “Abbiamo un presidio medico attivo 24 ore su 24 – aggiunge – cerchiamo di monitorare il loro stato di salute”.

LASCIATECIENTRARE: “NAPOLITANO VENGA A VEDERE”. “Lanciamo un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Venga qui a vedere cosa succede, queste condizioni sono una tortura e atrocità”, dice Gabriella Guido, della campagna LasciateCIEntrare.
SEL: “I CIE VANNO CHIUSI”. “I Cie vanno chiusi, è insostenibile per un Paese civile accettare tutto questo”, commenta Ileana Piazzoni, deputata di Sel. Una delegazione del partito oggi ha visitato il centro. “Noi facciamo appello alla politica perché intervenga”, aggiunge.

NUOVO SBARCO DI 175 MIGRANTI, SEQUESTRATA NAVE MADRE. Intanto questa notte la corvetta Fenice della marina militare ha soccorso un barcone a sud di Capo Passero, con a bordo 175 migranti, tra cui 9 bambini. Provenienti da Siria, Egitto ed Iraq, sono stati assistiti dal personale medico di bordo e, ad eccezione di un caso di ipotermia, tutti sono stati dichiarati in buone condizioni di salute. La fregata Aliseo della marina militare, in stretto coordinamento con la Direzione distrettuale antimafia di Catania, ha sequestrato una nave madre e fermato i quindici membri dell’equipaggio, al termine di una complessa ed un’articolata operazione di sorveglianza.



   

 

 

1 Commento per “Immigrato paragona i Cie alla Shoah “quell’epoca è finita. Ma tutto si ripete””

  1. All’immigrato intervistato volevo solo dirgli che quelli che si son cuciti la bocca hanno commesso si un reato, sono entrati illegalmente in Italia.
    Volevo dire che paragonare i Cie a dei campi di concentramento è davvero disdicevole.
    Nei veri campi di concentramento venivano messi purtroppo gli ebrei, essi sono stati bruciati per mano di folle squilibrato…
    Ditemi è uguale la situazione? O sono folle io che non capisco o siete folli voi!!

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