Milano, 3 diverse manifestazioni per i marò. Disuniti pur di primeggiare

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24 genn – Improvvisamente e come se si fossero svegliati da un coma farmacologico durato 24 mesi, partiti politici, uomini politici e semplici cittadini si sono accorti che due cittadini italiani, due Fucilieri della Marina Militare, sono in ostaggio dell’India e stanno rischiando di essere giudicati indebitamente per un reato perseguibile con le pena di morte secondo il Codice Penale indiano.

Tutti si agitano, tutti tentano di dare risalto al proprio impegno verso i due Marò attraverso qualsiasi mezzo, organi di stampa, televisione ed in maniera puntuale nel social network Facebook, preoccupati di non poter essere fra coloro che un giorno diranno “senza di me Massimiliano e Salvatore sarebbero a marcire ancora in India”!

Disuniti pur di primeggiare anche nelle manifestazioni pubbliche come quella organizzata oggi pomeriggio a Milano in occasione della festa organizzata dal Console indiano per la celebrazione della Repubblica Indiana, pensata e pianificata da tempo dal Direttore del giornale online “Imola Oggi” sotto il titolo “No Marò no Party”. Un’aggregazione di migliaia di cittadini che in questo modo desiderano manifestare il loro sdegno verso chi tiene in ostaggio i nostri marò con lo scopo di ottenere la loro liberazione e non per trarne beneficio e ritorno personale. Un’adunanza di popolo alla quale, però, si sovrapporranno separate in aree viciniori iniziative simili sotto le bandiere di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Gli uni e gli altri divisi a vanificare i risultati che forse un’unione collegiale avrebbe ottenuto inviando a Delhi un segnale ben più significativo.

Il desiderio di emergere sta quindi prendendo il sopravvento e forse diventerà sempre più imperativo con l’avvicinarsi alle prossime scadenze elettorali. Un affanno che traspare dappertutto anche nei singoli Gruppi di Facebook che si occupano da mesi della vicenda, dove è iniziata la rincorsa a primeggiare piuttosto che a fare squadra come invece le circostanze consiglierebbero.

Un modus operandi, comunque, mutuato dai nostri politici considerando le dichiarazioni che si stanno accavallando in questi giorni all’approssimarsi del viaggio della missione mista parlamentare in India. Deputati e Senatori fino ad ora silenti o solo timidi e saltuari “dicitori” sulla vicenda che in questi giorni, petto in fuori, si mostrano alle telecamere o lanciano comunicati stampa per annunciare al popolo “anche io ci sarò”.

Un risveglio a cui partecipa anche il Senatore Casini, Presidente della Commissione Esteri del Senato che oggi ha pubblicato una sua lettera sul quotidiano Libero annunciando in pompa magna la sua partenza e ricordando l’impegno parlamentare costante e pressante nell’affrontare il problema dei due nostri Fucilieri di Marina. L’impegno della Commissione ci dice Casini è stato costante ma dimentica di chiarirci quali siano state le iniziative portate avanti in questi 24 mesi dai Senatori e dai Deputati membri delle commissioni per proporre e spingere iniziative istituzionali a favore dei due militari, non limitate alle parole di speranza tante volte ripetute dalla Bonino e dal Commissario di Governo de Mistura, “processo rapido ed equo”.

Forse un vuoto di memoria indotto dal letargo da cui tutti si sono svegliati !

Fernando Termentini



   

 

 

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