Magistrato nei guai: “Aveva rapporti con la moglie di un carcerato”

ceglie24 genn – “Rapporti frettolosi, nascosti e spesso consumati a volte nel suo ufficio della procura di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, a volte nelle stanze della procura generale di Napoli”. Stando a quanto riportato dal quotidiano La Repubblica venerdì 24 gennaio, il magistrato Donato Ceglie, impegnato da anni nella lotta contro le ecomafie in Campania, è accusato di concussione e violenza sessuale. Avrebbe infatti preteso e ottenuto rapporti sessuali dalla moglie di un uomo, Gaetano Ferrettino, che lui stesso aveva fatto arrestare.

Sulla carriera del magistrato, 56 anni, pende infatti dal dicembre scorso, una richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm di Roma Barbara Sergenti che sosteiene che “Ceglie induceva Maria Rosaria Granata, 46 anni, moglie di Gaetano Ferrentino, a instaurare e proseguire una relazione sentimentale che gli procurava indebitamente rapporti sessuali”.

La vicenda – Tutto inizia nel 2007. “In quel periodo Ceglie – come riporta La Repubblica – si occupa dell’inchiesta Chernobyl, scopre tonnellate di rifiuti interrati tra Caserta, Napoli e Vallo della Lucania e sequestra un impianto di compostaggio di cui Ferrentino è amministratore unico, spedendo quest’ultimo agli arresti domiciliari”. Nel 2009, secondo la Procura di Roma, sarebbero iniziati i rapporti con la moglie di Ferrentino. Maria Rosaria Granata accetta nella speranza di indurre il pm ad abbandonare il procedimento contro il marito. Ma la speranza della donna non si realizza. “Quello che il pm fa, invece – continua Repubblica – è ordinare il dissequestro dell’impianto di compostaggio, affidarne la gestione alla Compost Campania e – come scrive il pm Sargenti – ‘rilasciare indebitamente il nulla osta per riassumere Maria Rosaria Granata’. La donna, infatti, era stata licenziata dal curatore fallimentare perché la Compost non poteva per contratto impiegare persone collegabili alla So.Rie.Co di Ferrettino. Ma Ceglie per la sua fiamma riesce ad ottenere una deroga”.

Lo scandalo scoppia nel 2012 – Il giallo però scoppia nel 2012 quando delle email anonime arrivano in procura e alla redazione del Mattino, quotidiano campano. “I messaggi di posta elettronica – riporta sempre il quotidiano romano – riportano informazioni scioccanti: ‘Il dott. Ceglie non è altro che un pagliaccio con la toga ‘, ‘Dottore Ceglie, rientra nelle sue inchieste portarsi a letto le mogli degli indagati? E poi sparire distruggendo i numeri di telefonici? Aspetto una sua risposta’ e ‘Da tre anni chiama ripetutamente e si porta a letto con ricatto la moglie di Gaetano Ferrentino’.
La difesa – Ceglie non nega gli incontri, ma sarebbero avvenuti per motivi legati allla giustizia. Secondo la difesa, infatti, “gli incontri innanzitutto sono stati limitati nel tempo” e, in secondo luogo, risulterebbero “al solo scopo istituzionale”.

libero



   

 

 

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