Processo Ruby, Berlusconi indagato insieme ai suoi legali

Longo

23 genn – Nuova indagine della procura di Milano a carico di Silvio Berlusconi. L’ipotesi di reato contestata nei confronti dell’ex presidente del Consiglio e’ quella di corruzione in atti giudiziari. I magistrati milanesi lo accusano di aver corrotto alcuni testimoni dei processi Ruby e Ruby bis per spingerli a dichiarare il falso in aula. Oltre a Berlusconi, risultano indagati anche i suoi avvocati, i parlamentari Niccolò Ghedini e Piero Longo, piu’ altre 42 persone, praticamente tutti testimoni del processo del caso Ruby.

Il Procuratore capo Edmondo Bruti Liberati si e’ limitato a dire che il procedimento scattato a seguito degli atti trasmessi al Tribunale di Milano, dopo che il 24 giugno 2013 i giudici della quarta sezione penale, condannando a sette anni di carcere Berlusconi per concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby, avevano disposto la trasmissione degli atti alla Procura affinché valutasse l’ipotesi di “deposizioni compiacenti” nei confronti dell’ex premier rese in aula da una trentina di testi. Poi erano stati invece i giudici della quinta sezione penale che, dopo aver condannato Emilio Fede e Lele Mora a sette anni e a cinque anni Nicole Minetti nel Ruby bis, avevano invitato la Procura a valutare indizi di reato a carico di Berlusconi, dei suoi legali e di altri 30 testimoni a partire da un presunto “inquinamento probatorio” attuato anche “corrispondendo a Karima el Mahroug, in arte Ruby, e ad alcune testimoni ingenti somme di denaro”. L’iscrizione di Berlusconi, dei suoi avvocati e delle ‘Olgettine’ nel registro degli indagati e’ quindi un atto dovuto per la procura di Milano. Per le ragazze l’accusa e’ quella di falsa testimonianza. Bruti ha anche precisato che il procuratore Ilda Boccassini, che aveva rappresentato l’accusa nei processi Ruby e Ruby bis, ha chiesto espressamente da mesi di non dedicarsi a questa nuova indagine “per i suoi impegni pressanti”. L’indagine e’ stata assegnata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio. ”Ora saranno fatte le indagini necessarie e non credo che ci sia una ragione per procedere con il rito immediato”. ha concluso Liberati.

L’incontro di Arcore
Come detto c’e’ anche Ruby fra gli indagati nel nuovo capitolo dell’inchiesta con al centro le feste ad Arcore. Inoltre, figurano nell’elenco degli indagati tutte le ragazze che hanno percepito un bonifico mensile di 2.500 euro che sarebbe stato loro versato, secondo la tesi espressa nelle sentenze Ruby e Ruby bis, per testimoniare a favore del Cavaliere. Nelle motivazioni di quei verdetti, i giudici avevano ricordato come nella riunione del 15 gennaio 2011, successiva alle perquisizioni scattate nei confronti delle ‘olgettine’, Berlusconi aveva convocato ad Arcore una riunione alla quale parteciparono i suoi avvocati, Ghedini e Longo, con tutte le ragazze per parlare dell’inchiesta in corso.

Proprio dopo quell’incontro, avevano considerato i giudici nelle motivazioni del processo che ha portato alla condanna di Fede, Minetti e Mora, tutte le ragazze avevano iniziato a percepire la somma di 2.500 euro che, il leader di Forza Italia avrebbe smesso di elargire. Tra gli indagati di Ruby ter ci sono anche i parlamentari Valentino Valentini e Maria Rosaria Rossi, il giornalista Carlo Rossella e il funzionario della questura, Giorgia Iafrate, che affidò Ruby a Nicole Minetti la notte fra il 27 e il 28 maggio quando Berlusconi chiamò in questura. Per quanto riguarda Longo e Ghedini, nelle motivazioni del processo Ruby bis, si sottolineava l’opportunità di valutare gli indizi di reato a loro carico “con particolare riguardo a quanto accaduto il 6-7 ottobre 2010, giorno del misterioso interrogatorio di Ruby davanti a “Lele”, “l’avvocato” e a “un emissario di lui” e alla riunione convocata ad Arcore il giorno dopo le perquisizioni alle ‘olgettine’.

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