Nella massoneria italiana entra il primo maestro venerabile di colore

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Il massone con Giorgio Napolitano agli Stati Generali dell’Immigrazione

14 genn – “Paul Dongmeza entrerà nella storia del Grande Oriente d’Italia come il primo maestro venerabile di colore”. E’ quanto si legge su www.grandeoriente.it, il sito della Massoneria di Palazzo Giustiniani, dove si spiega: “Alla cerimonia del suo insediamento alla guida della Loggia Enzo Paolo Tiberi (1325) di Perugia che si terrà il 30 gennaio e alla quale è prevista la partecipazione di numerosi Liberi Muratori provenienti da varie regioni d’Italia, è stato invitato anche il Gran Maestro, Gustavo Raffi”.

“Sarò davvero onorato se verrà -ha detto Dongmeza in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero della rivista ‘Erasmo’, organo ufficiale del Goi- la sua presenza è importante perché questo evento fa parte integrante della sua eredità, è una testimonianza del suo mandato, il frutto del lavoro che ha svolto in questi anni in nome dell’uomo. E lavorare in nome dell’uomo sarà sempre anche il mio primo obiettivo”.

“Arrivato in Italia dal Camerun nel 1982 -spiega ancora il sito del Goi- Dongmeza si è laureato in Economia e Commercio. È presidente della Casa delle Culture Africane dell’Università per stranieri di Perugia e dell’Associazione Umbria Africa, onlus attiva nella promozione dell’inclusione sociale dei migranti e alla quale si deve l’organizzazione di due appuntamenti di grande richiamo nazionale e internazionale: ‘La Giornata di memoria e riflessione contro la schiavitù’ – all’inaugurazione nel 2007 vi partecipò il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano- e gli Stati Generali dell’Immigrazione”. adnk

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Panafricaniste et s’inspirant de la Doctrine de K. Nkrumah (sur son aspect politique), de Aimé Césaire et Senghor (sur son aspect culturel), je situe mon engagement dans l’esprit de notre slogan qui n’est autre que « Yes we believe ». Je reste convaincu que le prochain cinquantenaire sera  placé sous le signe d’un changement considérable pour le continent Africain. J’insiste surtout sur le fait que la Diaspora reste un vecteur important par lequel une grande impulsion se fera. Notre mission est de créer de nouvelles générations, de former une jeunesse face aux défis majeurs qui se présentent et aux responsabilités qui sont les siennes,  pour un avenir meilleur du Continent Africain.



   

 

 

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