Tangenti sisma l’Aquila, sindaco Cialente (Pd) si dimette

cialente11 genn – “Poco fa mi ha telefonato un alto funzionario per dirmi di non farlo, avete già capito quello che sto per fare”. Nel corso di una conferenza stampa, convocata in fretta nel pomeriggio, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha annunciato le sue dimissioni. “Me ne vado – ha detto – è giusto così. Ce l’avete fatta, me ne vado per un avviso di garanzia mandato nemmeno a me, ma al mio vice. Pago io per tutti, non è possibile continuare in questo modo”.

 Il Fatto quotidiano mette nero su bianco la telefonata tra Lisi e l’architetto Pio Ciccone. “Ormai l’Aquila si è aperta – dice l’assessore – tu non te ne stai a rende conto, ma le possibilità saranno miliardarie”. Poi continua: “Io sto a cercà di prendere ste 160 case, se non lo pigli mo’ non lo pigli più, questo è l’ultimo passaggio di vita, dopo sta botta hai finito, o le pigli mo’…”. E l’architetto: “O pigli mo’ o non gli pigli più”. “Esatto – continua Lisi – abbiamo avuto il culo di…”. “Del terremoto!”, insiste Ciccone. E Lisi non fa che confermare: “Il culo che, in questo frangente, con tutte ste opere che ci stanno, tu ci stai pure in mezzo, allora farsela scappà mo’ è da fessi… è l’ultima battaglia della vita… o te fai gli soldi mo’…”. “O hai finito”, conclude Ciccone”. Poi l’architetto fa notare all’assessore il pericolo di azioni giudiziare e Lisi ribatte: “Tengo paura fino a un certo punto, lo sai perché? Perché sto con la sinistra e bene o male, penso che la magistratura c’ha grossi interessi a smuove”.

L’8 gennaio quattro persone sono finite ai domiciliari e altre quattro sono state indagate nell’ambito di un’inchiesta legata ai lavori di ricostruzione post-terremoto. Tra queste anche il vicesindaco Roberto Riga, che si è dimesso, accusato di corruzione: avrebbe ricevuto una mazzetta da 10mila euro in contanti per favorire una società, la Steda spa, nell’attribuzione degli appalti. Nei guai, tra gli altri, anche Vladimiro Placidi, 57 anni, assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali dopo il terremoto. “Mi sento profondamente tradito”, aveva detto a caldo il sindaco, invitando la magistratura “ad andare fino in fondo”.

Le dimissioni arrivano in un momento in cui, oltre alla vicenda delle tangenti, un altro peso si è aggiunto sulle spalle di Cialente. Secondo alcuni organi di informazione, la cognata del primo cittadino, Tiziana Ussorio, avrebbe ottenuto rimborsi per la casa persa nel terremoto decisamente superiori rispetto al prezzo dell’immobile. Una vicenda sulla quale l’avvocatura del comune si era già espressa ieri. In nessun modo – aveva detto il legale Domenico De Nardis – il rapporto di affinità con il sindaco Cialente ha determinato favoritismi o riguardi per la signoraa Ussorio, nè in sede amministrativa, per quanto risulta dall’ biettivo esame dei fatti, nè, tantomeno, in sede giudiziaria”.



   

 

 

1 Commento per “Tangenti sisma l’Aquila, sindaco Cialente (Pd) si dimette”

  1. Sig. Cialente Lei si è dimesso e per questo atto da Lei fatto lo ammiro, purtroppo anche Lei è caduto sotto il fuoco amico, come lo sono caduto io sotto il fuoco amico, li avevo votato per 50 anni, ma non ho mai voluto mettermi in nessuna lista quindi non sono un politico anche perché non ne sarei capace ma per come stanno amminstrando questi governanti del PD ci giocherei di tacco, l’unica cosa è che Lei ha continuato a lottare per questi incapaci e arroganti falsi difensori dei poveri, io invece me ne sono accorto da tempo che questi tutti vedono all’infuori degli Italiani in difficoltà non anno mai speso una sola parola nemmeno per i suicidi che ci sono giornalmente non per colpa sua, mia o degli operai e pensionati alla fame, non hanno nessuna vergogna!!!

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