Matteo Renzi ha vuto un’idea: aumentare le tasse

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7 gen. – Matteo Renzi esclude che si votera’ prima del 2015 ma resta in pressing sulla legge elettorale che, “se si vuole, la si puo’ fare entro gennaio”. A condizione che non vi siano diktat ne’ da Silvio Berlusconi ne’ da altri.
Ospite di Otto e mezzo, il segretario democratico ribadisce di non voler “fare le scarpe” a Enrico Letta e respinge fermamente l’ipotesi di un rimpasto (“non cerco poltrone”). Poi ritorna a parlare di lavoro – il suo ‘Job act’ sta prendendo forma proprio in queste ore – e apre all’ipotesi di un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie.

“Io sono d’accordo sull’aumento della tassazione delle rendite finanziarie e sara’ uno degli argomenti del Job act”, ha assicurato. Questo “a condizione che non alimentiamo ancora la spesa del grande moloch pubblico ma che con le risorse “andiamo a ridurre l’Irap”. Renzi ha assicurato che il partito non si dividera’: “Il Pd non si divide perche’ la legittimazione su questi temi non sta in testa a Matteo Renzi, ma era nel programma per le primarie: sul lavoro la discussione di aumentare la tassazione sulle transazioni finanziarie e abbassarle sul lavoro era nel programma. Quindi andiamo avanti”.

Quanto alla web tax, ha ribadito la sua contrarieta’: “Non cambio idea sulla base del Financial Times, sono contrario alla formulazione della web tax”. Lo ha detto Matteo Renzi a Otto e mezzo. “La tassa che e’ stata proposta in Italia e’ una barzelletta perche’ viene immediatamente aperta una procedura d’infrazione, questo tema deve essere affrontato in Europa”.
“C’e’ il semestre europeo che sara’ presieduto da Letta, portiamo li’ la discussione”, ha spiegato.



   

 

 

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