Dalle forniture del caffè alle tende. Dal football al noleggio delle lenzuola: le spese pazze di Palazzo Chigi

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7 genn – Fra fine febbraio e inizio marzo arriverà la prima infornata della spending review targata Carlo Cottarelli. Dove si indirizzerà la mannaia del commissario straordinario chiamato a tagliare gli eccessi del carrozzone statale lo rivela Repubblica. Si parte dalle spese di Palazzo Chigi. Per far questo Cottarelli s’è rivolto a Paolo De Ioanna, ex capo di gabinetto dei ministri del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi e Tommaso Padoa-Schioppa. Ma l’impresa di ridurre la spesa di 32 miliardi di euro in un triennio (il 2% del Pil, lo 0,65% ogni anno) non è così semplice come sembra.

Gli sprechi di Palazzo Chigi – Perché gli sprechi non sono solo le prime voci finite sotto osservazione: ad esempio, i quasi 20 mila euro spesi nei contratti di fornitura di acqua minerale, ma pure i 1.905 euro per “liquidi e saponi per lavastoviglie” del 2013, i 6.221 euro per la “fornitura di scatole (di cartone, ndr) con coperchio”, i 2.181 per il “noleggio lenzuola” che Palazzo Chigi ha firmato con la Epifani Aldo srl tra il 29 gennaio e l’8 febbraio 2013. E ancora: i 25.730 euro per il “lavaggio tende”, anche se nello stesso periodo, è comparsa anche la spesa per “l’acquisto tende”», sempre presso la ditta Torrenti di Roma. Oppure la fornitura di caffè, per esempio, nel 2013 è costata 4 mila euro, mentre per lo «spostamento» di cinque fotocopiatrici sono stati spesi 1.300 euro. O ancora 740 euro per la sostituzione di un doppio vetro. A giugno, invece, sono stati dati 14.374 euro alla Legio XIII American Football per il progetto «Latin America Stars & Stripes». Una spesa, ha fatto notare La Repubblica, più in sintonia con una giunta locale che con Palazzo Chigi.

Contratti sospetti – Tra i conti nel mirino di Cottarelli ci sono anche alcuni contratti del dipartimento per gli Affari regionali (Cottarelli ha sempre faticato a comprendere perché questo ministero coesista con quello della Coesione territoriale). Per esempio quello concesso «mediante gara informale» da 228 mila euro per «l’appalto di servizi per la realizzazione di una campagna comunicazione e di media relation internazionale e nazionale». Il beneficiario è stata la International strategic communications di Milano (capitale sociale 10 mila euro, secondo la Guida Monaci, e niente sito internet).  Non solo. Il commissario si chiede perché esista un ministero della coesione territoriale quando già ce ne è uno per gli Affari Regionali, e perché la presidenza del Consiglio spende oltre sei milioni di euro per le politiche antidroga quando già il ministero per la Salute opera nello stesso campo. Il lavoro di Cottarelli sarà quello di coinvolgere nel piano di osservazione degli sprechi anche i “mandarini” dello Stato: solo chi ha sabotato un motore sa come rimediare. Solo i dignitari di ciascuna amministrazione possono andare a colpo sicuro là dove si annidano gli sprechi nei loro uffici e intervenire. Ma Cottarelli sa anche bene che è come chiedere ai tacchini di celebrare il Natale.

Stipendi aumentati – E la dimostrazione viene dagli stipendi dei top manager cresciuti in media del 25-30%, quelli delle seconde fasce del 10-15% fra il 2011 ed oggi. Il dato clamoroso, lo rivela Franco Bechis nell’articolo pubblicato oggi su Libero in cui viene confrontata la tabella degli emolumenti nella sezione trasparenza del sito Internet del governo alla fine del governo di Silvio Berlusconi con quello più recente del governo Letta. Il primo dato è aggiornato al novembre 2011, il secondo al 3 dicembre 2013. In mezzo appena due anni, che però agli italiani sono davvero sembrati una vita: una montagna di tasse, la riduzione di molti servizi essenziali, la perdita continua di posti di lavoro, l’aumento vertiginoso della disoccupazione giovanile.

libero



   

 

 

1 Commento per “Dalle forniture del caffè alle tende. Dal football al noleggio delle lenzuola: le spese pazze di Palazzo Chigi”

  1. E noi poveri paghiamo si perché i ricchi sono loro che si aumentano gli stipendi e di nuovo glie lo paghiamo noi e chissà cosa accadrà se durerà questa macelleria?

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