In arrivo nuovi aumenti di tasse: Tasi, rischio rincaro

tasse27 dic – In arrivo nuovi aumenti di tasse – Le risorse ai comuni per le detrazioni nei confronti di famiglie numerose e meno abbienti saranno reperite attraverso la possibilità di aumentare l’aliquota massima della nuova imposta sui servizi, la Tasi: per la prima casa la soglia potrebbe passare da 2,5 al 3,5 per mille, per la seconda dal 10,6 all’11,6 per mille. La novità, che sarebbe solo l’ultima modifica di una tassa appena nata, servirà a portare da 500 milioni a 1,2-1,3 miliardi il “tesoretto” che potrà essere destinato a ridurre le detrazioni, così come promesso dal ministro per gli Affari Regionali, Graziano Del Rio il giorno del varo della legge di Stabilità.

Il dl Milleproroghe è l’ultimo treno normativo dell’anno – La norma potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri già oggi entrando nel decreto Milleproroghe, ma non c’è ancora la certezza. Tanto che la confederazione dei proprietari edilizi, la Confedilizia, ha già minacciato l’uso della norma che consente di adeguare, al rialzo, gli affitti. Il Milleproroghe è l’ultimo treno normativo dell’anno. Vi troveranno posto alcune importanti proroghe (ad esempio il divieto di incroci stampa-tv), la soluzione ad alcuni nodi come quello degli ”Affitti d’Oro” del Parlamento, e le norme del decreto ”Salva Roma” oramai abbandonato alla decadenza.

Tasi, rischio rincaro – Il nodo da sciogliere è quello del finanziamento degli ‘sconti’, per adeguarli a quelli applicati per l’Imu nel 2012. Per ora ci sono 500 milioni nella Legge di STabilità, ma per portarli a 1,2-1,3 miliardi il ministro Delrio starebbe valutando la concessione di maggiore flessibilità sulle aliquote dei comuni. Come? Aumentando la soglia massima al 3,5 per mille per le prime case all’11,6 per mille sulle seconde. Chi applica gli aumenti sarebbe obbligato all’uso delle maggiori risorse per gli sconti. Contro questa ipotesi si scaglia la Confedilizia. ”Fatti i calcoli, questi nuovi aumenti, aggiunti a quelli della legge di stabilità – afferma il presidente Corrado Sforza Fogliani – configurano la condizione richiesta per l’aumento dei canoni dei contratti di locazione concordati previsto dall’apposito decreto ministeriale”.



   

 

 

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