Ha detto: “Ci sono nomadi che rubano”. Le Pen condannato a sborsare 5000 euro

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20 dic – Non si possono più chiamare zingari, perché è termine che non risponde alle regole del “politicamente corretto”. Non si possono più chiamare nomadi, perché è ormai un termine considerato negativo. Si chiamano rom. E fin qui è tutto noto. Ma guai a dire che, tra loro, ce ne sono parecchi che si dedicano al furto come “professione” (e come dimostrano le cronache quotidiane e le denunce dei residenti): si rischia di pagarla cara, a suon di quattrini, come dimostra quel che è accaduto in Francia dove Jean-Marie Le Pen, l’ex leader del Front National che arrivò al ballottaggio per la presidenza della Repubblica,  a 85 anni è stato condannato a pagare una multa di cinquemila euro per una frase sui rom.

In particolare, il tribunale di Parigi lo ha condannato per ingiuria nei riguardi di un gruppo di persone, a causa della loro appartenenza etnica. L’accusa aveva richiesto due mesi di prigione con la condizionale. Il 22 settembre, durante “l’università estiva” del Front National, Le Pen, riferendosi ai rom, aveva suscitato applausi nella platea di militanti con la frase: Nous, nous sommes comme les oiseaux, nous volons naturellement («Noi siamo come gli uccelli, voliamo naturalmente»). Un gioco di parole che non può funzionare in italiano, ma che in francese si basa sul fatto che la parola volons significa sia “volare” sia “rubare”. Per la giustizia francese si tratta indubbiamente di un’ingiuria xenofoba. Mentre l’avvocato di Le Pen lo ha difeso dicendo che si trattava di una semplice battuta. Intanto, il Front National, guidato ora da Marine Le Pen, vola comunque nei sondaggi elettorali.  secoloditalia



   

 

 

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