Confindustria: dalla crisi i danni di una guerra. Letta implacabile: non sfascio i conti

squinzi19 dic. – “L’Italia si presenta alle porte del 2014 con pesanti danni, commisurabili solo con quelli di una guerra”. E’ quanto si legge nel rapporto del Centro studi di Confindustria, secondo cui “l’uso del termine ripresa per descrivere il probabile aumento dell’attivita” produttiva e della domanda interna nel prossimo biennio e’ per molti versi improprio”. “Sul piano politico e sociale – continua Confindustria – e’ derisorio nei confronti di quanti, imprenditori e lavoratori, a lungo resteranno in difficolta’”.

“La profonda recessione dell’economia italiana, la seconda in sei anni, e’ finita, ma i suoi effetti no” si legge nel rapporto. Secondo l’associazione degli industriali, “il percorso di risalita sara’ lento e difficile: la ridotta capacita’ produttiva, intaccata dalla prolungata della domanda interna, rappresentera’ una zavorra nella fase di ripartenza”. “Il Pil potrebbe tornare positivo a partire dal trimestre finale del 2013”, prevede Confindustria, “tuttavia esistono rischi al ribasso, tanto che viene presentato uno scenario alternativo, piu” pessimistico e non ipotetico, nel quale la risalita del Pil si interrompe gia’ nel 2015 e il peso del debito pubblico e’ piu’ elevato”.

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“Io ho la responsabilita’ di tenere in equilibrio la barca dell’Italia”, e per questo Enrico Letta alle critiche di Confindustria risponde: “Voglio che ci siano strumenti per la crescita senza sfasciare i conti pubblici”. Infatti, ha detto il presidente del Consiglio al suo arrivo alla sede del Consiglio europeo, dove partecipera’ al vertice dei capi di Stato e di governo Ue, “nessuno ha la bacchetta magica, nessuno stampa moneta e io penso che gli imprenditori e la Confindustria dovrebbero essere i primi a sapere che tenere i conti a posto vuol dire far calare gli spread, come oggi che siamo arrivati a 219”. (AGI) .



   

 

 

2 Commenti per “Confindustria: dalla crisi i danni di una guerra. Letta implacabile: non sfascio i conti”

  1. Imbecille lo spread è una buffonata nelle mani di una massa di delinquenti finanziari tuoi amici e dell’latro stronzo ( Monti ).

    • concordo, quando questi personaggi (riferito a squinzi, ed altri), imparino veramente la situazione, cioè che stanno pioanificando una truffa gigantesca, oltre al problema del signoraggio e della sovranità monetaria, ci chiederanno ancora più tasse e parte dei nostri depositi per salvare le banche, ancora non è chiaro?

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