Stanziato un miliardo per lo sviluppo tecnologico militare

tecno12 dic – Una spesa di 375 milioni spalmati nei prossimi sei anni più altri 600 nei prossimi 14 per un totale di 975 milioni di euro. Quasi un miliardo, dunque. Ecco l’ultimo finanziamento, passato sotto silenzio, disposto direttamente dal nostro governo per l’attuazione di programmi “in materia di sviluppo tecnologico nel settore aeronautico” presentato in due atti distinti lo scorso 12 settembre in Parlamento a approvato il 3 ottobre.

I programmi
Ma entriamo nel dettaglio. Il primo sussidio andrà a finanziare due programmi: la seconda fase del S.I.Co.Te (100 milioni), innovativo sistema dell’arma dei carabinieri per garantire collegamenti tra tutte le centrali operative; e la terza fase del Combat Sar (275 milioni), elicotteri destinati “a effettuare operazioni di Ricerca e di Soccorso per l’Aeronautica italiana in territorio non permissivo”. Questi stessi elicotteri però godranno anche di parte del finanziamento previsto dal secondo atto: dei 600 milioni previsti dal 2013 fino al 2027, infatti, 133 saranno destinati proprio ai Combat Sar che, dunque, saranno foraggiati nei prossimi anni per un totale di 408 milioni. E ancora: 160 milioni per il secondo lotto degli M346, aerei da addestramento militare sulla cui affidabilità, negli ultimi mesi, è calato più di un dubbio.

Infine, non poteva mancare il progetto “Forza Nec” che prevede di trasformare tutto l’esercito in un’unica rete digitale e la cui spesa totale dovrebbe arrivare addirittura a 22 miliardi di euro. Da qui al 2027, almeno stando all’atto governativo, il finanziamento destinato a tale programma sarà di 307 milioni di euro.

La strana commissione
La questione, però, non termina qui. La commissione che ha esaminato e si è pronunciata favorevolmente su tali provvedimenti non è stata, come ci si sarebbe potuto aspettare, quella della Difesa, ma la X, preposta alle “attività produttive, commercio e turismo”. Come si legge sul sito istituzionale della Camera, tale commissione si occupa tra le altre cose di “tutela dei consumatori; turismo; artigianato; politica industriale; brevetti, marchi e proprietà industriale; ricerca applicata; energia; cooperazione produttiva”.

Il motivo per cui sia stata questa commissione ad occuparsi del parere sui due atti, resta un mistero. Ma niente paura: com’è scritto nel documento consegnato in commissione, si è tenuto conto “del prioritario interesse pubblico alla realizzazione dei programmi sopra indicati”. È bene sottolinearlo. Non si sa mai.

lanotizia



   

 

 

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