Cinesi a Prato, situazione incontrollabile: non si sa neppure quanti sono e chi sono

cinesx6 dic – “A Prato, è cambiata l’intera società: non ha piu’ quel fervore complessivo della popolazione tutto teso alla crescita ma ci si chiede soltanto cosa succeda con l‘invasione cinese sconosciuta e incomprensibile“. Cosi’ il presidente del Censis Giuseppe De Rita -a margine della presentazione del Rapporto annuale sulla società italiana- commenta la recente tragedia nella città toscana parlando di “un fenomeno incontrollabile: non si sa neppure quanti sono e chi sono questi cinesi, se muoiono o non muoiono e, se uno di loro muore, non si sa neanche perchè e intanto ne arriva un altro che viene messo al suo posto”.

Il presidente del Censis parla di “situazione degradata a Prato nel momento in cui i locali non hanno piu’ fatto il loro lavoro tradizionale, ma lo hanno affidato ai cinesi che arrivavano. Hanno ceduto le attività piu’ pericolose, come ad esempio la tinteggiatura dei tessuti, e a mano a mano i cinesi si sono allargati e gli italiani hanno allora pensato di sfruttare il loro lavoro per passare a commercializzarlo, a fare i mercanti, a vendere i prodotti anzichè a produrli”.



   

 

 

2 Commenti per “Cinesi a Prato, situazione incontrollabile: non si sa neppure quanti sono e chi sono”

  1. nella vita se una persona ha la volontà, trova sempre la strada…e in questo caso, si va di paese in paese e si controllano tutti i fabbricati…
    Invece non si fa altro che cercare scuse.
    La guardia di finanza è pagata per andare in giro? Si, e allora che controllassero tutti non solo gli italiani.

  2. A me sembra che questo signore Giuseppe De Rita non conosca affatto la realtà passata e attuale di Prato, I pratesi non hanno “preferito” lasciare il lavoro ai cinesi, se solo si documentasse saprebbe che le cause sono ben diverse, e quante persone oggi sfruttano la produzione cinese per commercializzarla? forse l’un cento di quello che era la produzione tessile di Prato fino agli anni 80, le condizioni sono talmente cambiate che nessuno ha più potuto sostenere i costi di produzione con quello che veniva offerto loro, perciò hanno deciso quasi tutti di chiudere, ed allora sono subentrati i cinesi che con il loro sistema hanno potuto continuare quello che prima facevano i pratesi. Forse prima di dire scemenze sarebbe meglio documentarsi e da fonti attendibili, non dal primo che passa per strada.

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