Cancellieri: detenuti stranieri espulsi solo se non hanno famiglia in Italia

cancell5 dic. – “Il problema delle nostre carceri va al di la’ del sovraffollamento, siamo al livello della tortura, spesso non ci sono i minimi spazi in cella previsti dall’Europa ma noi, con un colpo di reni, dimostreremo che siamo un Paese civile”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, durante un incontro avuto stamane con la delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa.

Il ministro ha annunciato “norme specifiche” per affrontare il problema dei detenuti stranieri e di quelli tossicodipendenti. “Deve stare in carcere solo chi, tra i tossicodipendenti, ha commesso reati gravi, gli altri devono andare in centri per disintossicarsi”, ha osservato il ministro.

Per quanto riguarda i detenuti stranieri, che rappresentano il 30% del totale dei reclusi nei nostri penitenziari, “vorremmo che la loro identificazione, invece che successivamente nei Cie, possa avvenire gia’ all’interno del carcere – ha rilevato Cancellieri – e che poi vengano espulsi, a meno che non abbiano una famiglia qui in Italia”.

Secondo il Guardasigilli, “Amnistia e indulto sarebbero preziosissimi”, perche’ potrebbero “accompagnare le riforme” in cantiere per risolvere l’emergenza carceraria”. “Non abbiamo voce in capitolo, e’ il Parlamento che decide – ha aggiunto il ministro – ma se alleggerissimo il numero dei detenuti le riforme sarebbero piu’ efficaci”.



   

 

 

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