Thailandia, polizia rimuove le barriere “Battaglia continua fino a fine tirannia”

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3 dic –  I manifestanti antigovernativi thailandesi hanno cantato oggi vittoria dopo che la polizia ha rimosso questa mattina le sue barriere, permettendo alla folla di entrare nel compound della sede del governo. Taworn Senniem, uno dei leader della protesta, ha proclamato la vittoria dei manifestanti e ringraziato la polizia per aver messo fine ai blocchi davanti alla sede del governo e all’ufficio della polizia metropolitana. Migliaia di manifestanti circondano gli edifici e si fanno fotografare mentre stringono le mani ai poliziotti, ma nessuno è entrato all’interno.

Ma il leader della protesta antigovernativa Suthep Thaugsuban ha esortato a continuare la lotta contro la “tirannia parlamentare”. “La gente pensa che abbiamo trionfato perché siamo entrati bell’Ufficio della Polizia metropolitana e nella sede del Governo, ma i tiranni sono ancora in parlamento e nel governo”, ha dichiarato Suthep. “Dobbiamo sbarazzarci dei tiranni prima di proclamare la nostra vittoria totale”, ha aggiunto. Le sue parole giungono dopo che Senniem ha cantato vittoria.

Il governo spera che le concessioni fatte ai manifestanti smorzino la protesta, riportando la calma nel paese in vista del 5 dicembre, 86esimo compleanno di re Bhumipol, figura rispettata in tutto il Paese. Tra domenica e lunedì scorsi vi erano stati violenti scontri fra la polizia e i manifestanti con 134 feriti.

“Volevano una vittoria simbolica ed è quella che gli abbiamo dato. Abbiamo evitato sangue nelle strade, questo è l’importante. Penso sarà tutto finito domani”, ha affermato il tenente colonnello di polizia Kissana Phatsanacharoen, portavoce del Centro per l’amministrazione della pace e l’ordine (Capo) istituito per controllare le manifestazioni. Molti dei manifestanti sono venuti a Bangkok dal sud del Paese, roccaforte del partito Democratico all’opposizione, e una parte di loro potrebbe voler tornare a casa. La protesta è diretta contro l’ex premier Thaksin Shinawatra, accusato di dirigere il paese dall’estero, dove è in esilio per sfuggire a una condanna a due anni per abuso di potere. L’attuale primo ministro è sua sorella minore Yingluck Shinawatra.



   

 

 

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