Caso marò, Bonino rassicura: “La pena di morte è esclusa”

bonino29 nov –  La National investigation agency (Nia) ha chiesto che i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre vengano accusati ai sensi di una legge che prevede la pena di morte. E’ quanto si legge sul sito dell”Hindustan Times’.

La richiesta sarebbe stata avanzata in una relazione inviata lunedì dalla Nia al ministero dell’Interno, nonostante i ripetuti appelli del ministero degli Esteri a favore di una pena minore. Al centro del dibattito ci sarebbe una particolare legge approvata nel 2002. In base al Sua Act sulla “Repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e delle piattaforme fisse sulla piattaforma continentale”, riporta l’Hindustan Times, se una persona provoca la morte di un individuo deve essere punita con la pena di morte.

“Anche in passato abbiamo visto notizie della stampa indiana che poi rappresentavano soltanto delle illazioni. Sia da parte del governo indiano che delle autorità italiane non ci sono commenti” afferma l’inviato speciale del governo Staffan De Mistura contattato dall’Adnkronos. “Quello che conta per noi – ribadisce De Mistura, appena tornato in Italia dall’India – è la posizione del giudice. Avevo gia detto che la Nia avrebbe potuto provare ad alzare il tiro, ma conta la posizione del giudice e delle autorità indiane”.

E nel pomeriggio arriva la rassicurazione del ministro degli Esteri Emma Bonino: la possibilità che i due marò possano essere condannati a morte in India ”è stata ufficialmente esclusa”.

Il portavoce del governo indiano Syed Akbaruddin aveva in precedenza ricordato che “il caso (dei marò italiani, ndr) non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte”. Già lo scorso 22 marzo il ministro degli Esteri Salman Khushid escludeva la pena di morte, aggiungendo che si applicava solo in “casi rari”. I timori erano emersi dopo la pubblicazione di un articolo questa mattina su The Hindustan Times nel quale si parlava di un rapporto della Nia al ministero degli Interni in cui si chiede l’applicazione della pena capitale in caso di omicidio. Latorre e Girone sono accusati dell’omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012.

Interpellata dall’Adnkronos, Vania Girone, moglie di Salvatore Girone, dice: ”Non abbiamo avuto nessuna conferma di quelle notizie di stampa. Aspettiamo in via ufficiale i capi di imputazione e attendiamo i risultati dell’inchiesta”.

”Siamo preoccupati – aggiunge – ma abbiano nel cuore la stessa speranza di sempre: che questa vicenda finisca nel migliore dei modi, ovvero con il ritorno a casa” dei due marò. ”Con la stessa dignità con la quale mio marito e Massimiliano sono partiti”, conclude Vania Girone.



   

 

 

1 Commento per “Caso marò, Bonino rassicura: “La pena di morte è esclusa””

  1. In tutta questa storia c’è solo una certezza:l’infame tradimento perpetrato ai danni dei nostri soldati(peraltro innocenti fino all’ultima prova contraria)da alcuni ben noti nostri”connazionali”,che li hanno rispediti in india-un paese in cui vige la pena di morte-per vilissimo opportunismo e imperdonabile pusillanimità e che solo per questo non dovevano esserci rimandati!

Commenti chiusi

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