Dirigenti Banca Commerciale Sammarinese denunciati al tribunale unico di San Marino

bcs27 nov – DIRIGENTI DELLA BANCA COMMERCIALE SAMMARINESE (ORA ASSET BANCA) DENUNCIATI AL TRIBUNALE UNICO DI SAN MARINO.

Denunciati il vicedirettore generale Paolo Droghini e l’ex direttore della filiale di Dogana Giovanni Crosara già precedentemente condannato in Italia a due anni per riciclaggio.

Secondo notizie e documentazione depositate presso il Tribunale Unico Della Repubblica di San Marino, la Banca Commerciale Sammarinese (ora assorbita da Asset Bank) si trova nel bel mezzo di un procedimento penale nei confronti di alcuni dei suoi dirigenti quali, nello specifico, il vicedirettore generale della Banca Commerciale Sammarinese Paolo Droghini ed un ex direttore di filiale della stessa Giovanni Crosara (già imputato dal 2010 presso la procura della Repubblica Italiana a Ravenna per ipotesi di truffa aggravata, fatture false e riciclaggio e successivamente condannato, in seguito a patteggiamento, alla pena di due anni per riciclaggio), per aver consentito di effettuare operazioni del tutto “arbitrarie” sul conto di un proprio cliente da parte di terzi.

In parole povere la banca, cui erano state affidate parecchie centinaia di migliaia di euro (si parla di € 1.300.000,00) avrebbe consentito a un cittadino italiano, residente a Rimini, tale Rughi Massimo, di effettuare operazioni ad altissimo rischio (acquisto di titoli cosiddetti Hedge Founds come Fondo Sicav Lemanik Flexible blu cl.A, Fondo Mellow Sanctuary 2 Hedge , Fondo Giada Nexus) attraverso una pseudo-delega ad agire sul conto titoli dell’ignaro cliente, rappresentata da un prestampato della banca stessa privo di data, numero di conto di riferimento, firma del funzionario o impiegato che ha raccolto la delega, timbro della banca, nonché degli estremi di un documento del fantomatico delegato.

Tutto ciò tra l’altro senza tener conto che per trasferire i soldi dal conto corrente alla posizione titoli il Rughi avrebbe dovuto quantomeno essere in possesso di un’altra delega specifica, assolutamente inesistente. Il particolare surreale ed assolutamente indicativo del probabile dolo che accompagna tutta la vicenda è rappresentato dal fatto che le operazioni di acquisto di tali titoli da parte del Rughi, con l’avallo “sine quo non” della banca, sono avvenute nella stessa giornata in cui l’ignaro cliente della Banca Commerciale Sammarinese era presente in sede per espletare alcune formalità.

Ora in quanto giornalista ed in quanto correntista in altri istituti di credito mi domando: com’è possibile che un terzo effettui operazioni per mio conto per un controvalore di più di un milione di euro con me presente in banca, senza che nessuno mi chieda quantomeno una controfirma? Oltretutto considerato che chi opera lo sta facendo tramite un documento a dir poco inadeguato ed insussistente?

Per dovere di cronaca segnalo inoltre come il cliente della Banca Commerciale Sammarinese abbia più volte tentato di transigere in maniera “bonaria” con l’Istituto di credito stesso, ma si è trovato di fronte un muro di gomma rappresentato in prima persona dall’allora direttore generale, il forlivese Valerio Benvenuto, che in presenza di ben due testimoni, quando gli venne chiesto di valutare la questione anche da un punto di vista “umano”, ha risposto testualmente: “Io non conoscevo l’ex direttore Crosara, non conosco il cliente per cui dal punto di vista umano non mi può importar di meno!”.

Da qui la denuncia.

La cosa oltremodo strana è che, a fronte della “sparizione” di € 1.300.000,00, e nonostante la succitata situazione, pare che la banca abbia offerto al cliente, per chiudere la faccenda, l’ “abbuono” di appena € 80.000,00 di affidamento (tra l’altro utilizzati dal cliente a propria insaputa considerando che immaginava di avere ben altre somme depositate) più 20.000,00 per eventuali spese sostenute. Ora, in quanto giornalista ma anche come “essere pensante”, mi chiedo: ma se la banca era così sicura di avere tutte le ragioni, perché offrire € 100.000,00 ? (N.B.: Ho utilizzato l’espressione “pare abbia offerto” ma esiste documentazione a riguardo).

Dulcis in fundo, giusto per sottolineare il limpido modus operandi della Banca Commerciale Sammarinese, aggiungo che lo specimen delle firme, che dovrebbe attestare l’autenticità della firma del cliente per tutte le operazioni effettuate presso la Banca, manca della controfirma del cliente ad autenticare la stessa, nonché della firma del funzionario addetto al ricevimento del modulo. Oltre a ciò la data di raccolta delle firme(a) appare evidentemente apposta da mano terza rispetto a quella del titolare del conto in violazione a quanto espressamente richiesto per la corretta compilazione dello specimen stesso.

Ovviamente tutto ciò è stato reso noto già dal Luglio 2011 alla Banca Centrale della Repubblica di San Marino, con regolare invio di esposto (all’attenzione sia dell’Ispettore alla VigilanzaDott. Antonio Gumina, che del Direttore Generale Dott. Mario Giannini), la quale però, ha dichiarato di non aver voce in capitolo, né tantomeno di poter emettere sanzioni nei confronti di chi ha operato con i soldi dei propri clienti con tale “leggerezza”, salvo che giustificare il proprio NON operato attraverso i cavilli del proprio regolamento in termini di “vigilanza” sull’operato delle banche dello Stato sammarinese. Sarebbe interessante sapere a cosa serve una funzione di“vigilanza” e perché in quel Paese vengono retribuiti funzionari all’uopo se tali comportamenti delle banche locali non vengono quantomeno sanzionati internamente.

In compenso il Tribunale Unico della Repubblica di San Marino, cui la denuncia del fatto è pervenuta alla metà di Marzo 2012, nonostante la gravità dei fatti, ha cominciato a occuparsi della“pratica” solo alla fine di Luglio 2013, dopo un’istanza di sollecito visto che sino ad allora si era limitato a chiedere una “rogatoria internazionale” a carico del Rughi. Ci si chiede come mai se dei soldi vengono affidati a una banca e dalla stessa vengono “lasciati uscire” in maniera irregolare e quantomeno inopportuna non si cominci occupandosi dei diretti responsabili (ovvero chi agiva dall’interno, considerato che senza un’appoggio in tal senso i soldi non avrebbero mai potuto né tantomeno dovuto uscire. Ci si domanda inoltre come mai la Banca Centrale e gli organi istituzionali preposti non cerchino di chiarire quanto prima l’affidabilità deontologica ed il comportamento di certi Istituti di Credito Sammarinesi visto che la prestigiosa e antichissima Repubblica di San Marino ambirebbe a un posto nell’U.E e proprio il suo sistema bancario le sta creando non pochi problemi.

Per concludere una domanda: se non vengono fatti controlli adeguati e se non vengono presi adeguati provvedimenti e non ne viene data notizia, quante persone ignare potrebbero aver subito torti analoghi a loro insaputa?



   

 

 

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