Pesca: la UE ricatta i Paesi poveri e danneggia i pescatori europei

pesc26 NOV – La Commissione europea ha deciso di intensificare la lotta contro la pesca illegale praticata dai Paesi terzi, che poi esportano i loro prodotti ittici in Europa: ogni anno l’Ue importa infatti il 65% del suo fabbisogno. “Per questo motivo – ha spiegato la commissaria alla pesca e agli affari marittimi Maria Damanaki – abbiamo proposto al Consiglio Ue di vietare le importazioni di pescato da Belize, Guinea e Cambogia (per un valore complessivo di 14 milioni di euro), mentre abbiamo lanciato un ‘cartellino giallo’ a Corea, Ghana e Curacao. Da quest’ultimi Paesi, che non rispettano sempre i loro obblighi internazionali in materia di lotta contro la pesca illegale, importiamo rispettivamente per 136, 75 e 37 milioni di euro l’anno.

Il divieto implica anche che i pescherecci europei non potranno pescare in quelle acque e saranno vietate tutte altre forme di cooperazione, compresi gli accordi di pesca. La proposta di Bruxelles – spiega la commissaria – e’ un messaggio politico a Paesi terzi che non intendono cooperare alle protezione delle risorse dei mare, ma è anche un atto dovuto ai pescatori europei che quelle regole devono rispettarle, e ai consumatori ai quali va garantito che il prodotto che acquistano é frutto di una pesca legale e sostenibile. Un approccio – tiene a precisare Damanaki – che sta dando risultati positivi in quanto Figi, Panama, Sri Lanka, Togo e Vanuatu, che lo scorso anno avevano ricevuto un avvertimento ufficiale dall’Ue, ora stanno cooperando per adottare una nuova legislazione, più controlli e ispezioni. (ANSA).



   

 

 

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