La casa del sottosegretario di Letta davanti al Colosseo, un affare da 600mila euro

griffi

26 nov – La casa del sottosegretario davanti al Colosseo è un affare da 600mila euro
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio di Letta, Filippo Patroni Griffi, nel 1986 aveva preso in affitto dall’Inps (a un canone “ridicolo”) una abitazione nel posto forse più bello del mondo, davanti al Colosseo: l’ha poi comprata nel 2008 a 177mila euro per rivenderla a 800mila euro. Un affare da 623mila euro, scrive Marco Lillo sul Fatto Quotidiano.

Già nel gennaio 2012 il Fatto scriveva: “L’immobile di 109 metri quadri affaccia sul Colosseo e i Fori Imperiali ed è stato acquistato nel 2008 dall’Inps al prezzo di 1.630 euro al metro quadrato, in totale 177mila euro e spicci. Ai valori di mercato vale oggi non meno di 800mila euro”. Stima corretta, perché è a quella cifra che l’abitazione è stata venduta a un latifondista che produce un ottimo vino nelle campagne del Salento.

Il prezzo incredibilmente conveniente al quale Patroni Griffi comprò la casa non era affatto strano, dice lui: “Era cadente, con l’eternit sui tetti! Ho trovato il mio appartamento col cesso posto sul balconcino. Questo era il grande palazzo…”. Fatto sta che poi l’ha rivenduta a 800mila euro.

Il Fatto Quotidiano spiega:

Tutti gli inquilini dello stabile di via Monte Oppio e via Cesare Salvi, con affaccio sui Fori e il Colosseo, hanno potuto comprare con lo sconto del 30 per cento più un ulteriore 15 per cento (applicato sul prezzo già scontato) per una riduzione totale pari al 40,5 per cento. Lo Stato, al momento della vendita nel 2003, aveva inserito l’immobile tra quelli di pregio e non era disposto a concedere, oltre al prezzo basso per le stime vecchie, anche lo sconto. Invece gli inquilini sono riusciti a ottenere nel 2005 una sentenza del Consiglio di Stato, del quale Patroni Griffi è presidente di sezione, che annullava la decisione del ministero.

All’epoca il Governo cercò di bloccare la vendita a un prezzo così basso con una legge ad domum ma la Corte Costituzionale la annullò.

Il palazzo se fosse stato venduto sul mercato, avrebbe fruttato 30 milioni di euro in più alle casse dello Stato. In alcuni casi gli ex inquilini sono famiglie alle quali è stata data un’occasione per comprare una casa abitata da decenni. Ma per Patroni Griffi o per l’altro inquilino vip, l’ex deputato Pdl Giuliano Cazzola, è difficile giustificare un prezzo così vantaggioso.

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